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Iran vs Usa, Ahmadinejad: “Entro tre mesi Washington ci attaccherà”

Mahmoud Ahmadinejad

Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad ha ribadito oggi di avere informazioni secondo le quali gli Stati Uniti si preparerebbero ad attaccare ”due Paesi della regione alleati dell’Iran entro tre mesi” per indebolire la Repubblica islamica.Intanto le forze aeree iraniane si preparano a cominciare il 31 luglio vaste manovre militari.

Un alto ufficiale iraniano, il generale Massud Jazayeri, ha però detto in un’intervista all’agenzia Fars di ritenere ”difficile che gli Usa si avventurino in una azione sprovveduta contro l’Iran” stesso, ma che se ciò avvenisse la risposta militare di Teheran sarebbe devastante. ”Posso dire che gli Stati Uniti sono in grado di sparare il primo colpo, ma se lo faranno non saranno anche gli ultimi a sparare”, ha affermato Jazayeri, responsabile per gli affari culturali dell’esercito.

”Gli Stati Uniti sono intenzionati ad attaccare due alleati dell’Iran nella regione i quali rappresentano naturalmente i principali nemici del regime sionista”, cioè Israele, ha detto da parte sua Ahmadinejad in un’intervista alla televisione iraniana in inglese PressTv. ”Prima di tutto – ha aggiunto il presidente – gli Americani vogliono ostacolare il progresso e lo sviluppo dell’Iran e in secondo luogo cercano di aiutare Israele perché questo regime è ormai giunto ad un vicolo cieco e Washington pensa di poterlo salvare tramite un nuovo confronto militare nell’area”.

Il comandante dell’aeronautica militare iraniana, Mohammad Alavi, ha detto che le manovre che cominceranno il 31 luglio dovranno mandare ”un messaggio chiaro” ai Paesi ostili e confermare ”la capacità difensiva” di Teheran. Le esercitazioni, dal nome in codice ‘Fadaian-e Harim-e Velayat’, dureranno una settimana. Durante le manovre verranno effettuati per la prima volta raid notturni di caccia F-4 e Sukhoi Su-24. Saranno inoltre provati i droni ‘Pehpad’, di fabbricazione iraniana.

Dal mese di aprile, l’esercito iraniano e i Guardiani della Rivoluzione hanno condotto una serie di manovre nelle acque del Golfo, in coincidenza con notizie relative ad una crescente presenza di portaerei e sommergibili americani.

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