Iran, con Instex Francia, Germania e Gran Bretagna aggirano le sanzioni Usa

Pubblicato il 20 febbraio 2019 7:15 | Ultimo aggiornamento: 19 febbraio 2019 21:55
Iran, con Instex Francia, Germania e Gran Bretagna aggirano le sanzioni Usa

Iran, con Instex Francia, Germania e Gran Bretagna aggirano le sanzioni Usa

TEHERAN – Iran, il business continua. Almeno per i Paesi europei che contano di più e comandano: Francia, Germania e Gran Bretagna. Mentre l’Italia è paralizzata dai voti on line del Movimento 5 stelle, dalle polemiche sul Tav, dalle scie chimiche e altre sciocchezze grilline, dove al governo ci sono partiti che hanno prima di tutto a cuore l’interesse dei loro concittadini e non di rumorose e pericolose minoranze, di Donald Trump se ne infischiano e anche delle sue sanzioni.

Francia, Germania e Regno Unito hanno ufficialmente istituito Instex, una “società veicolo” registrata a Parigi, uno speciale meccanismo finanziario come aiuto alle società europee che intendono, a fronte delle sanzioni di Trump, continuare a stipulare affari con l’Iran.

La società veicolo faciliterà gli accordi commerciali con l’Iran senza utilizzare il dollaro o il sistema bancario americano e strutturerà le vendite come transazioni indirette, misure che gli europei ritengono in grado di evitare tecnicamente le violazioni delle sanzioni statunitensi.

L’Instex era in sviluppo da mesi, da quando a maggio 2018 Trump aveva dichiarato il ritiro unilaterale degli Stati Uniti dall’accordo nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA). L’annuncio ufficiale è stato dato dal ministro degli esteri francese, Jean-Yves Le Drian, dal ministro degli esteri tedesco, Heiko Maas, e dal ministro degli esteri britannico, Jeremy Hunt. Francia, Germania e Regno Unito sono azionisti e il presidente dell’entità è Per Fischer, un banchiere tedesco che per anni è stato dirigente della Commerzbank.

Non è noto quante aziende utilizzeranno Instex e sfideranno l’ira dell’amministrazione Trump. Molte sono riluttanti poiché per mantenere rapporti decisamente meno proficui con l’Iran rischiano di perdere l’accesso al più vasto e redditizio mercato americano.

Nella dichiarazione si ribadisce che gli sforzi dei tre Paesi per salvaguardare le relazioni economiche con l’Iran “sono condizionati dalla piena attuazione da parte dell’Iran dei suoi obblighi nel settore nucleare, compresa la piena cooperazione e tempestiva con l’AIEA”.

Anche se l’Unione europea ha preso provvedimenti per sanzionare Teheran per l’accusa di ingerenza militare in tutto il Medio Oriente e almeno due tentativi di omicidio in Europa, ha insistito sul fatto che ciò non dovrebbero essere confuso con il JCPOA, che sostengono abbia bloccato con successo il programma di armi nucleari iraniano.

Anche il ministro degli Esteri dell’Unione europea, l’italiana Federica Mogherini, si è schierata a favore della iniziativa: “La revoca delle sanzioni è una dimensione fondamentale del JCPOA: Instex sosterrà transazioni commerciali europee legittime con l’Iran e l’Unione europea continuerà a impegnarsi per la totale ed efficace attuazione del JCPOA”.

Minaccioso il Dipartimento di Stato Usa: “Le aziende che continuano a svolgere attività sanzionabili che coinvolgono l’Iran rischiano gravi conseguenze che potrebbero includere la perdita di accesso al sistema bancario statunitense e fare affari con gli Stati Uniti o le società americane”.