La crisi degli abusi sessuali mette a dura prova la gestione stessa del Vaticano

Pubblicato il 7 Aprile 2010 11:35 | Ultimo aggiornamento: 7 Aprile 2010 11:35

Lo scandalo degi abusi sessuali che tormenta la Chiesa Cattolica Romana è di gran lunga la più tenace e complessa crisi che Benedetto XVI si è trovato ad affrontare. Ed è – rileva il New York Times in una analisi – una prova cruciale per un papato che, secondo molti osservatori vaticani, ha un profondo difetto interno: la sua gestione.

George Weigel, un esperto di affari vaticani e biografo di Papa Giovanni Paolo II, ha dichiarato al Nyt che papa Ratzinger ”è un brillante maestro e predicatore, ma non un vigoroso amministratore, il che va bene solo se qualcuno svolge quel lavoro per lui, cosa che nel suo pontificato manca”.

Benedetto ha avuto problemi di carattere amministrativo uno dopo l’altro, e il fatto che il suo papato abbia incontrato ripetute crisi indica le sue difficoltà, quale antica istituzione, nel venire a patti con la modernità, nonostante che il Concilio Vaticano Secondo negli Anni Sessanta avrebbe dovuto modernizzare le relazioni della Chiesa con il mondo.

Al contrario, sta affrontando le difficoltà di una burocrazia creata nel sedicesimo secolo per competere con la Riforma Protestante e la scoperta del Nuovo Mondo. Vi sono indizi – scrive il Nyt – che sia tuttora alle prese con entrambi quegli eventi.

Dieci anni dopo la crisi degli abusi sessuali che ha colpito gli Stati Uniti, suscitando una rabbia feroce e costando alla Chiesa all’incirca due miliardi di dollari per il ripianamento dei danni, esperti vaticani dicono che il Vaticano non ha ancora allestito adeguate infrastrutture per gestire i casi di abusi.

Il vaticano non ha nemmeno adattato la sua cultura insulare per affrontare le esigenze dei tribunali civili, per non parlare dei tribunali dell’opinione pubblica. Il week-end pasquale ha offerto due esempi di quella che e’ diventata il modello della sordità della strutura gerarchica: il discorso del Venerdi Santo in cui in cui il comportamento della Chiesa nella crisi degli abusi sessuali è stato paragonato all’antisemitismo, offendendo così le vittime degli abusi e gli ebrei.

Poi, durante la Messa di Pasqua, il cardinale Angelo Sodano, ha definito ”meschini pettegolezzi” le recenti critiche alla Chiesa ed a Benedetto, che  stato oggetto di scrutinio per il modo in cui ha gestito casi di abusi sessuali quando era arcivescovo di Monaco nel 1980, e quando era prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. Le parole del cardinale – rileva il Nyt – mettono in luce una mentalità da assedio che può recare conforto al papa, ma che non risponde ai suoi critici.

Pur essendo il Vaticano una potenza mondiale, prosegue il Nyt, spesso sembra gestito come un villaggio italiano. ”Il Vaticano si trova ad affrontare due sfide: generazionale e culturale”, ha detto un diplomatico che ha voluto conservare l’anonimità per non inimicarsi la Santa Sede.

Come accaduto in occasione di crisi passate, tutti gli occhi sono puntati sul segretario di stato vaticano cardinal Tarcisio Bertone, per anni vice di Ratzinger alla Congregazione per la Dottrina della fede, e che è ora responabile dei meccanismi politici vaticani, e incaricato di tenere il papa informato. Osservatori vaticani rilevano in questo contesto che i papa è sempre più isolato e che il cardinal Bertone è uno dei pochi alti prelati che lo vedono regolarmente.

Però, pur essendo una figura benevola e carismatica, osserva il Nyt, il cardinal Bertone non è un diplomatico,e gli osservatori vaticani e i diplomatici stranieri accreditati presso la Santa Sede sempre più lo rimproverano per quella che considerano una sua visione del mondo sproporzionatamente centrata sull’Italia.

Secondo gli osservatori, all’interno del Vaticano cresce la convinzione che il numero dei casi di abusi sessuali si moltiplicherà, perfino in Italia. Il prefetto per la Congregazione della Dottrina della Fede, Cardinale William Levada, ha ammesso che il suo ufficio dedica un terzo del suo tempo per gestire i casi di abusi, dichiarando che dovrà probabilmente aumentare la consistenza del personale per far fronte agli altri casi che verranno.