Obama in Louisiana: “La Bp pagherà per questa catastrofe senza precedenti”

Pubblicato il 3 Maggio 2010 9:06 | Ultimo aggiornamento: 3 Maggio 2010 12:13

La Bp è responsabile e pagherà per i danni provocati dalla marea nera nel Golfo del Messico, forse “una catastrofe ecologica senza precedenti”. Le vittime verranno risarcite in maniera adeguata. Lo ha garantito il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, al termine di un suo viaggio lampo a Venice, nel sud della Lousiana, la principale città del Delta del Mississippi minacciato dal petrolio fuoriuscito dalla Deepwater Horizon.

Dopo avere partecipato ad una riunione alla sede locale della Guardia Costiera, e aver incontrato i pescatori del luogo, sotto una pioggia battente, Obama ha letto una breve dichiarazione. Confermando che la marea nera si trova a ormai nove miglia dalla costa, il presidente ha voluto sottolineare la qualità della risposta della Casa Bianca, immediata e adeguata. “Sin dal primo giorno – ha detto – eravamo preparati al peggio e abbiamo reagito con decisione”.

Obama ha promesso che “ci saranno risarcimenti” dopo il disastro, ma la sua visita lampo ha avuto come sfondo una serie di polemiche e la relativa indifferenza della popolazione locale. Il presidente ha anche puntato il dito contro la Bp che in precedenza, tuttavia, aveva in pratica ammesso la sua impotenza con Doug Suttle, il Chief Operating Officer, che ha detto al New York Times che il colosso petrolifero ha “usato praticamente tutti i mezzi” a sua disposizione e che “non ci sono molte altre risorse contro una perdita come questa”.

Ieri una ventina di tartarughe marine sono state trovate morte nel fine settimana sulle spiagge del Mississippi, tra Bay St. Louis a Biloxi. Non è ancora chiaro se le tartarughe, molte delle quali in via di estinzione, siano morte a causa della marea nera o per altre cause. Secondo gli esperti del centro per lo studio dei mammiferi marini di Gulfport, le tartarughe non avevano la carcassa coperta di petrolio, ma potrebbero esser morte per avere ingerito pesci contaminati.

Nonostante quanto dichiarato da Obama, l’Amministrazione Usa viene accusata anche questa volta di essersi mossa troppo in ritardo, sottovalutando l’entità del dramma, come era successo nel 2005 per l’uragano Katrina ai tempi di George W. Bush, e soprattutto di essersi fidata quasi ciecamente dei petrolieri.

Intanto, il greggio continua a fuoruscire dal pozzo gestito dalla Bp ad una trentina di miglia dal delta del Mississippi, ad una profondità di oltre 1.500 metri, e si stime che il flusso andrà avanti ancora per una settimana. La macchia nera si allarga e si sposta più a nord, minacciando oltre al fragile equilibrio delle paludi del delta, anche le spiagge di Mississippi, Alabama e Florida, e nessuno sa esattamente cosa fare. Azionare il dispositivo che dovrebbe chiudere la falla è “come operare a cuore aperto a 1.500 metri di profondità con sottomarini telecomandati”, spiega il presidente di Bp America Lamar McKay McKay, ammettendo che l’esplosione sulla Deepwater Horizon è stata provocata da un’ “attrezzatura che si è guastata”. Una cupola di contenimento della perdita è in via di completamento e potrà entrare in funzione entro otto giorni.

Ai talk show domenicali, il ministro dell’interno Ken Salazar, responsabile anche per l’ambiente, ha detto che saranno necessari fino a tre mesi per scavare un nuovo pozzo di petrolio accanto a quello che non cessa di sgorgare, come un rubinetto aperto: è una delle soluzioni proposte dalla Bp per fermare il flusso di greggio. Ma su un punto Salazar non ha dubbi: la perdita è “potenzialmente catastrofica” e la priorità del governo federale nella battaglia contro la marea nera è di stare “col fiato sul collo” a Bp, la responsabile della maxi perdita, cui verrà chiesto di pagare il conto di svariati miliardi di dollari tra danni economici e ambientati e indennizzi.

Positiva la reazione delle principali società americane di alimentazione che vendono prodotti della pesca: in un comunicato congiunto sottolineano di accogliere con “estremo favore” la decisione delle autorità Usa di vietare la pesca per dieci giorni nell’area del Golfo del Messico interessata dalla marea nera. “La chiusura precauzionale delle acque al largo di Mississippi, Louisiana e parte della Florida era necessaria per rassicurare i consumatori che i nostri prodotti continueranno a garantire i più alti livelli di qualità” ha dichiarato il presidente del Louisiana Seafood Promotion and Marketin Board, Harlon Pearce. “Plaudo alla decisione delle autorità” ha aggiunto.

Nonostante la presenza del corteo presidenziale, Venice era tranquilla come i giorni precedenti. C’era soltanto più sicurezza, con maggiori controlli e la presenza di diverse auto della polizia nei pressi del quartier generale della Guardia Costiera, che si trova vicino ai cantieri della Halliburton. La scelta del luogo, almeno a prima vista, non è sembrata tra le più felici. La Halliburton, un colosso dell’energia, è ritenuta una delle società responsabili della marea, visto che secondo alcuni esperti avrebbe cementato male il pozzo, provocando la perdita.