Medio Oriente, commissario Ue contro il “potere della lobby ebraica”: imbarazzo a Bruxelles

Pubblicato il 3 Settembre 2010 14:13 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2010 21:00

Karel de Gucht

Stanno creando un caso nella comunità ebraica europea e un forte imbarazzo nella Commissione Ue alcune dichiarazioni del commissario europeo al commercio estero, il belga Karel de Gucht, che, parlando ad una radio fiamminga, ha denunciato ”il potere” della lobby ebraica sul parlamento Usa e la difficoltà anche per gli ebrei più moderati ad essere razionali ”quando si parla di quello che succede in Medio Oriente”.

”Sono opinioni personali, che non rappresentano la posizione della Commissione Ue”, ha commentato oggi un portavoce dell’esecutivo europeo, Olivier Bailly, cercando di porre rimedio alla gaffe. Intanto, il Congresso europeo ebraico ha chiesto a De Gucht di ritirare ufficialmente le dichiarazioni ritenute ”antisemitiche”.

Le dichiarazioni di de Gucht ”fanno parte di una pericolosa tendenza di incitamento contro gli ebrei e Israele in Europa che bisogna bloccare immediatamente”, ha dichiarato il presidente del congresso ebraico europeo, Moshe Kantor. ”Ancora una volta sentiamo dichiarazioni oltraggiosamente antisemite da un ufficiale europeo”, ha aggiunto, con chiaro riferimento al banchiere Thilo Sarrazin, di cui ieri il board della Banca centrale tedesca ha chiesto le dimissioni dopo i suoi commenti razzisti sugli ebrei.

De Gucht è un politico belga di lunga esperienza, che ha ricoperto anche l’incarico di ministro degli Esteri. Parlando alla radio fiamminga Vrt, ha espresso scetticismo sull’esito dei colloqui diretti tra israeliani e palestinesi, avviati ieri a Washington.

”La lobby ebraica a Capitol Hill, il Parlamento americano, non deve essere sottostimata”, ha motivato. ”E’ il gruppo di pressione meglio organizzato. In altre parole, nessuno dovrebbe sottostimare la forte presa della lobby ebraica sulla politica degli Usa”.

Un altro elemento di difficoltà, per De Gucht, è la ”credenza” degli ebrei, anche di quelli che vivono fuori da Israele, secondo la quale ”loro sono dalla parte del giusto”. ”E la credenza è qualcosa di difficile da confutare con argomenti razionali”, ha aggiunto il commissario. ”Perciò non è facile, anche per gli ebrei moderati, parlare di quello che succede in Medio Oriente. E’ una questione molto emotiva”, ha concluso De Gucht.

Il portavoce della Commissione ha insistito sul carattere ”personale” di queste dichiarazioni. ”I commissari sono politici e certe volte esprimono opinioni personali, ma è altrettanto chiaro che non coinvolgono l’opinione della Commissione Ue”, ha detto. ”La nostra posizione sui colloqui tra Israele e Anp è stata ben espressa ieri dal capo della diplomazia Ue, Catherine Ashton”.