Perù, concessa la grazia all’ex presidente Alberto Fujimori

di redazione Blitz
Pubblicato il 25 dicembre 2017 9:28 | Ultimo aggiornamento: 25 dicembre 2017 9:28
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Perù, concessa la grazia all’ex presidente Alberto Fujimori

LIMA – Concessa la grazia all’ex presidente del Perù Alberto Fujimori, che sta scontando una condanna a 25 anni di carcere per violazione dei diritti umani, corruzione e sostegno alle squadre della morte.

Lo ha deciso l’attuale capo di Stato, Pablo Kuczynski, che nella serata di domenica 24 dicembre ha annunciato di aver concesso l’indulto al suo predecessore. Kuczynski ha diffuso un comunicato in cui dice di aver deciso di liberare Fujimori per “ragioni umanitarie”.

Alberto Fujimori, 79 anni, di origini giapponesi, ha governato il Perù dal 1990 al 2000. E’ stato una figura profondamente divisiva nel paese. Alcuni peruviani lo apprezzano per avere sconfitto il movimento di guerriglia maoista Sendero Luminoso, mentre altri lo criticano per le violazioni dei diritti umani. Nel 2009 è stato condannato a 25 anni per aver promosso l’assassinio di 25 persone nelle mani di uno squadrone della morte durante la guerra contro i guerriglieri di estrema sinistra.

Fujimori era stato trasferito dal carcere in una clinica sabato, dopo aver subito un abbassamento di pressione. La legge peruviana stabilisce che una persona condannata per omicidio o rapimento non può ricevere la grazia presidenziale a meno di essere malata terminale.

Tre precedenti richieste di grazia di Fujimori a partire dal 2013 erano state rigettate dopo che i medici avevano detto che l’ex presidente non è malato incurabile.

Le voci di una grazia in occasione del Natale circolavano però da settimane, dopo un recente voto a favore del presidente Kuczynski e dopo le trattative tra il governo e i parenti di Fujimori.

Minacciato di impeachment da parte del Parlamento, l’attuale presidente peruviano di centrodestra è riuscito a mantenere il suo posto, ma dietro al voto spunta l’ombra del clan Fujimori che conserva ancora una forte influenza nel paese.

Durante il suo trasferimento, Alberto Fujimori è stato accompagnato dal figlio più giovane, Kenji Fujimori, che si è astenuto nella votazione di giovedì contro PKK in Parlamento.

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