Putin alla Turchia: “Ora provate a volare sulla Siria…”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Dicembre 2015 11:46 | Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre 2015 11:50
Putin alla Turchia: "Ora provate a volare sulla Siria..."

Vladimir Putin (Foto Lapresse)

MOSCA – “Se prima l’aviazione turca violava lo spazio aereo della Siria, che voli adesso che abbiamo installato nel Paese missili antiaerei S-400″: Vladimir Putin torna a minacciare esplicitamente Ankara. Non ha mandato giù l’abbattimento del cacciabombardiere Sukhoi-24 costato la vita ad uno dei due piloti russi. Già alcuni giorni fa aveva detto che contro la Turchia non si sarebbe limitato alle sanzioni economiche. E parlando alla consueta conferenza stampa di fine anno il presidente russo tuona nuovamente contro la Turchia, accusandola di aver voluto fare “un favore agli Stati Uniti”, abbattendo il caccia.

Lo definisce esplicitamente un “atto ostile”: “Se si fosse trattato di un incidente, come i turchi dicono, uno si sarebbe aspettato delle scuse. Invece sono andati dalla Nato”. Per questo Putin è convinto che con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sia impossibile trovare un accordo: “Abbattendo il cacciabombardiere Su-24, forse la Turchia ha desiderato compiacere gli Stato Uniti o forse le autorità turche hanno deciso di mostrare a Usa e Ue che sono un partner affidabile. Non vedo alcuna possibilità di appianare le relazioni con la Turchia”.

Con la governance turca di Erdogan Putin ci è andato giù pesante: “In Turchia vedo un processo di islamizzazione strisciante, Ataturk (Mustafa Kemal Ataturk, padre della Turchia laica, ndr) si starà rivoltando nella tomba”.

Il capo del Cremlino è anche tornato a difendere l’alleato Bashar al Assad: “Nessuno ha il diritto di imporre chi debba essere il leader di un Paese, questo spetta solo al popolo siriano”.  Si è comunque detto soddisfatto della risoluzione Onu sulla Siria voluta anche dagli Stati Uniti. Nel frattempo, ha chiarito, le operazioni militari russe in Siria continueranno finché sarà lanciato il processo politico per risolvere la crisi.