Putin minaccia Turchia: Non solo sanzioni, si pentirà VIDEO

di Anna Boldini
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 11:24 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 12:38

 

Putin minaccia Turchia: "Non solo sanzioni, si pentirà"

Vladimir Putin (Foto Ansa)

ROMA – La Russia “non dimenticherà mai l’abbattimento del suo jet il 24 novembre al confine siriano“, nei confronti della Turchia non ci saranno solo sanzioni economiche, Ankara si pentirà di quello che ha fatto. La minaccia ufficiale arriva dal Cremlino, proferita dal presidente Vladimir Putin durante il suo tradizionale discorso alla nazione di fine anno.

Tornando sulla questione scottante degli ultimi giorni, lo scontro con la Turchia nella guerra al cosiddetto Isis in Siria, il capo di Stato ha detto: “Se qualcuno pensa che la reazioni della Russia saranno limitate alle sanzioni commerciali, si sbaglia di grosso. Non dimenticheremo l’abbattimento del jet russo”, ha detto, all’indomani dell’accusa più pesante nei confronti del presidente turco Recep Tayyip Erdogan: quella di comprare petrolio dai terroristi islamici in Siria. Una accusa già lanciata nei giorni scorsi dalla stampa turca. A cui oggi, 3 dicembre, il presidente turco ribatte accusando Mosca di commerciare petrolio con Daesh.

Dal canto suo Mosca mette in pratica le minacce annunciando, proprio mentre Putin parlava, la sospensione dei negoziati per il gasdotto russo-turco Tuskish Stream.

“La leadership turca è responsabile per la morte dei militari russi in Siria. La Turchia si pentirà più di una volta di quello che ha fatto”, ha detto Putin nel suo discorso, aggiungendo che Mosca non ignorerà che Ankara “sta aiutando i terroristi. Qualsiasi business criminale sanguinario, è inammissibile”, ha ammonito, precisando però che la Federazione è amica del popolo turco. “Forse solo Allah sa perché l’hanno fatto e probabilmente Allah ha deciso di punire la cricca turca facendole perdere il senno”.

Il capo del Cremlino ha invocato un fronte internazionale comune per la lotta al terrorismo: “Gli sforzi di una nazione sola non sono sufficienti per sconfiggerlo. Tutte le dispute e i disaccordi devono essere messi da parte e deve essere creato un fronte antiterrosmo potente e unito, basato sul diritto internazionale e sotto l’egida dell’Onu”.

“Le nostre forze armate in Siria stanno combattendo prima di tutto per la Russia, è la sicurezza del nostro popolo che stanno difendendo”, ha detto Putin, ricordando che molti terroristi sono arrivati dalla Russia e dalla Csi. “Se diventeranno più forti, vincendo laggiù, inevitabilmente verranno qui per seminare paura e odio, per organizzare esplosioni, per uccidere e torturare la gente”, ha proseguito, sottolineando la  necessità di distruggerli lontano dalla Federazione.

Non sono mancate accuse anche nei confronti degli Stati Uniti, che nei giorni scorsi hanno preso le difese di Ankara. Putin ha accusato indirettamente Washington di aver provocato la destabilizzazione della situazione nei Paesi del Medio Oriente che ha aperto la strada ai terroristi: “E’ ben noto chi voleva cacciare i regimi sfavorevoli imponendo rozzamente le proprie regole”, e questo ha portato a “agitazioni, alla distruzione di Stati, popoli contro altri popoli, e poi loro se ne sono lavati le mani aprendo la strada ai radicali, agli estremisti e ai terroristi”.

LA SITUAZIONE INTERNA – Parlando poi della situazione economica della Russia, colpita dalle sanzioni occidentali seguite alla crisi in Ucraina, il presidente russo ha detto che è molto impegnativa ma non critica, con chiare tendenze positive. “La produzione industriale e il tasso di cambio della moneta nazionale, ha detto Putin, si sono stabilizzati in generale. C’è un visibile rallentamento dell’inflazione”.

Il presidente ha avvertito i concittadini che “la Russia deve essere pronta al fatto che il periodo di prezzi bassi del petrolio possa durare a lungo. Questo non significa che dobbiamo calmarci e aspettare che tutto miracolosamente cambi o semplicemente attendere l’aumento dei prezzi del petrolio. Questo è un approccio inaccettabile. Senza cambiare nulla noi semplicemente ‘mangeremo’ le nostre riserve e la crescita economica oscillerà attorno allo zero”.