Lotta al terrorismo, Obama aumenta le operazioni segrete nel mondo

Pubblicato il 4 Giugno 2010 19:36 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2010 20:57

Barack Obama

Il presidente Barack Obama sta ampliando sempre più la ‘guerra segreta’ al terrorismo. Mentre persegue una politica di dialogo anche con i paesi nemici e tende ad evitare il termine ‘guerra al terrorismo’, il presidente Barack Obama ha ordinato nello stesso tempo un notevole incremento delle azioni delle Operazioni Speciali.

Le squadre segrete Usa sono attive in 75 paesi del mondo e possono contare su oltre 13 mila soldati intensamente addestrati, afferma oggi il quotidiano Washington Post. Il bersaglio principale delle operazioni segrete sono i terroristi di Al Qaida e i membri di altri gruppi estremisti che minacciano e preparano azioni armate contro gli Stati Uniti. I team militari Usa delle Forze Speciali sono attivi in Yemen, in Somalia e in altri paesi africani, nel Medio Oriente, nell’Asia Centrale e in paesi dove operano tradizionalmente da anni come la Colombia e le Filippine.

Dall’arrivo del presidente Obama alla Casa Bianca l’attività delle Operazione Speciali ha registrato un notevole incremento estendendo da 60 a 75 paesi il campo di azione delle squadre segrete, afferma il quotidiano. Ai tempi dell’amministrazione Bush l’uso delle Forze Speciali aveva causato attriti interni tra il ministro della difesa Donald Rumsfeld, che era un paladino delle squadre speciali operate dal Pentagono, e il Dipartimento di Stato che non gradiva l’autonomia delle loro operazioni (a volte eseguite all’ insaputa dello stesso ambasciatore Usa del paese interessato).

Obama è un sostenitore di tali operazioni ed ha chiesto un aumento del 5,7 per cento per il 2011 dei fondi destinati alle Operazione Speciali, per un totale di 6,3 miliardi di dollari. Mentre l’obiettivo principale delle operazioni delle Forze Speciali è colpire i membri di Al Qaida e degli altri gruppi terroristi che complottano contro gli Stati Uniti, altri due incarichi affidati a questi team sono l’addestramento delle forze locali impegnate nelle operazioni anti-terrorismo e la esecuzione di attacchi congiunti con tali forze. In paesi come lo Yemen le Forze Speciali Usa sono impegnate “in tutti e tre questi tipi di attività”, ha confermato un funzionario del Pentagono al quotidiano Washington Post.

I buoni rapporti personali esistenti nella amministrazione Obama tra il ministro della difesa Robert Gates e tra il segretario di stato Hillary Clinton hanno permesso di superare molti degli ostacoli di coordinamento che erano emersi invece sotto la precedente amministrazione, sostengono le stesse fonti. Gran parte delle operazioni delle Forze Speciali continuano però ad essere concentrate in Iraq e in Afghanistan, teatro delle due guerre combattute in questo momento dagli Stati Uniti. Dei 13 mila membri delle Forze Speciali circa 9 mila sono infatti dislocati in Iraq e Afghanistan (divise quasi esattamente a metà tra i due paesi).

L’attività segreta delle Forze Speciali è ‘l’altra faccià della politica del presidente Obama di incoraggiare il dialogo con i paesi considerati ostili – come l’Iran, Siria o Corea del Nord – offrendo all’inquilino della Casa Bianca più opzioni rispetto a quelle del passato.