Ucraina, accordo a Ginevra: “Milizie vengano disarmate”

di redazione Blitz
Pubblicato il 17 Aprile 2014 19:35 | Ultimo aggiornamento: 18 Aprile 2014 0:32
Ginevra, vertice Ucraina-Usa-Russia-Ue

Ginevra, vertice Ucraina-Usa-Russia-Ue (Foto Lapresse)

MOSCA – Riforma costituzionale, disarmo di tutte le milizie armate, liberazione degli edifici occupati illegalmente, scarcerazione e amnistia degli arrestati (tranne quelli accusati di crimini gravi). Questi alcuni degli accordi presi al vertice di Ginevra dai capi delle diplomazie di Russia, Usa, Ue e Ucraina che hanno firmato un documento per allentare la tensione in Ucraina. Documento che dice stop alle violente e invita ad un dialogo tra tutte le parti per uscire dalla crisi, ha riferito il ministro degli esteri russo Serghiei Lavrov.

Seduti al tavolo dei negoziati c’erano il ministro degli Esteri ucraino, Andrei Deschytsia, il segretario di Stato Usa, John Kerry, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov e l’Alta rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri Catherine Ashton che hanno delineato un’intesa basata sulla smilitarizzazione delle milizie illegali e il riconoscimento dei diritti delle minoranze. Il ministro Lavrov ha poi insistito che vengano concessi più poteri alle autorità locali e un maggiore ruolo ufficiale alla lingua russa.

Intanto però la tensione resta alta nel Paese. Il portavoce delle autorità di confine ucraine ha confermato che il governo di Kiev ha deciso di limitare l’ingresso dei cittadini russi maschi, tra i 16 ed i 60 anni, a meno che il loro viaggio non abbia una motivazione valida. Le misure coinvolgono anche le donne tra i 20 e i 35 anni della penisola della Crimea che saranno soggette a particolari controlli. “A causa del pericolo di attività terroristiche, i controlli saranno rafforzati”, ha spiegato.

Tre separatisti filorussi sono stati uccisi, altri 13 feriti e 63 catturati in uno scontro con le forze ucraine a Mariupol, vicino al Mar d’Azov, nella parte meridionale della regione di Donetsk. A renderlo noto è stato il ministro dell’Interno di Kiev, Arsen Avakov, secondo il quale un gruppo di circa 300 separatisti ha preso d’assalto con bombe incendiarie un’unità militare nella zona. I soldati hanno aperto il fuoco, uccidendo tre assalitori, ha reso noto, attraverso Facebook, il titolare dell’Interno.

L’uso della forza contro il popolo nell’Est dell’Ucraina è un altro “grave crimine” delle autorità di Kiev, ha tuonato Vladimir Putin partecipando alla Linea diretta con il Paese, avvertendo che la Russia ha “il diritto di usare la forza militare” per difendere le popolazioni dell’Ucraina russofone, ma “spero tanto di non dover usare questo diritto”. Rispondendo alle domande dei cittadini che hanno partecipato alla diretta televisiva, Putin ha usato termini molto duri contro il governo di Kiev, accusate di “andare verso l’abisso, trascinando l’intero Paese”. Allo stesso tempo, però, Putin si è voluto mostrare convinto della possibilità che si possa arrivare a una soluzione diplomatica.

Il leader del Cremlino ha poi definito “sciocchezze” le notizie riguardo alla presenza di infiltrati russi tra i dimostranti nelle città orientali ucraine. “Tutte quelle persone sono residenti locali – ha aggiunto parlando dei dimostranti filorussi – e quello che posso dire ai miei partner occidentali è che quelle persone non hanno dove andare. Non se ne andranno. Sono i legittimi proprietari di quelle terre ed è necessario parlare con loro”. Quanto alla Crimea, la Russia – ha detto Putin – non ha mai pianificato l’annessione le azioni militari, ma ha agito per difendere la comunità russa locale da “minacce concrete e tangibili”.