Usa 2012, via al voto. Obama e Romney pari anche tra i bookmaker

Pubblicato il 6 Novembre 2012 10:01 | Ultimo aggiornamento: 6 Novembre 2012 14:15
Il 6 novembre la grande sfida tra Barack Obama e Mitt Romney (Foto Lapresse)

Il 6 novembre la grande sfida tra Barack Obama e Mitt Romney (Foto Lapresse)

WASHINGTON – Testa a testa anche tra i bookmaker. Barack Obama e Mitt Romney si sfidano fino all’ultimo. E tra chi scommette è quotato anche un pareggio. Anche se il favorito, seppure di poco, resta il presidente in carica: due giocatori su tre puntano su di lui. Addirittura c’è chi ha già iniziato a pagare gli scommettitori, dando per vittorioso Obama: come il bookmaker irlandese Paddy Power.

Intanto alle 14 ora italiana sono stati aperti i primi seggi negli Stati della costa orientale, tra cui New York e New Jersey, dove è ancora forte l’emergenza per l’uragano Sandy, e la Virginia, Stato decisivo.

In tutto nel super martedì andranno a votare oltre 200 milioni di elettori in tutti gli Stati Uniti. Oltre che per il presidente voteranno anche per rinnovare la Camera e un terzo del Senato. In alcuni Stati si vota anche per scegliere il governatore e per alcuni referendum, dalla legalizzazione della marijuana a quella delle nozze gay.

LE PREVISIONI Oltre ai bookmaker anche i sondaggi danno Obama in vantaggio su Romney da quasi un anno. E soprattutto gli Stati che lo appoggiano hanno un peso maggiore in base al numero dei Grandi Elettori. Il presidente in carica avrebbe 68 voti di vantaggio sullo sfidante. Un buon numero sui 270 necessari per vincere. Grande attenzione è data alla Florida, in cui si teme un nuovo caos come quello del 2000.

Al di là delle previsioni numeriche, però, negli Stati Uniti sono diversi gli opinionisti politici, non solo repubblicani, che sottolineano il maggior ottimismo di Romney, una sorta di negativo disfattismo di Obama, e negli Stati Uniti, generalmente, vince il candidato più ottimista.

Per dare un’idea del testa a testa all’ultimo secondo basta ricordare che nelle ultime 48 ore i due candidati hanno partecipato a 14 eventi in 8 Stati. Ma chiunque di loro vincerà dovrà vedersela con delle difficoltà non da poco a livello economico, a partire dal fiscal cliff. 

GLI STATI CHIAVE Se ad Obama, in linea teorica, basterebbe vincere la Florida o l’Ohio o a Virginia (tra gli Stati con il maggior numero di Grandi Elettori), mentre Romney dovrebbe strappare ai democratici North Carolina, Indiana, Virginia, Florida, Colorado e Ohio. La Florida è un osservato speciale dopo il caos delle elezioni 2000 tra George W. Bush e Al Gore.

Nel sud della Florida il partito democratico ha avviato domenica mattina la prima causa per estendere il voto anticipato. Il governo locale, controllato dai repubblicani, avrebbe ridotto i giorni per votare in anticipo da 14 a 8 e molti elettori non sarebbero riusciti a votare a causa delle lunghe file.

I DUE CANDIDATI Romney si mostra fiducioso “Ancora un giorno e l’America tornerà a ruggire. Non vedo l’ora di iniziare a lavorare”. “Obama non ha risolto i problemi, io lo farò. Lui si è più preoccupato in questi quattro anni della sua agenda liberal piuttosto che della creazione di posti di lavoro”.

Obama, invece, ha ribadito l’importanza di quanto fatto nei quattro anni del suo mandato: “Non possiamo tornare indietro. Abbiamo fatto troppa strada, ora non possiamo tornare indietro”. Il suo stesso motto è passato da Yes we can a Forward, Avanti. “Crediamo in un’America più forte e non più debole dove ognuno può contare su un’assicurazione sanitaria. Crediamo che un Paese sia migliore quando le persone possono contare su Medicare e sul Social Security nella parte finale della loro vita”.

GOVERNO OBAMA Se venisse confermato Obama si dovrebbe fare un rimpasto di governo. il segretario di Stato Hillary Clinton e il segretario al Tesoro Timothy Geithner hanno annunciato di voler lasciare il loro incarico alla scadenza del primo mandato. Fra i candidati alla successione di Clinton ci sono Susan Rice, amica di Obama e oggi ambasciatrice Usa all’Onu, e John Kerry, potente presidente della Commissione Esteri del Senato e preparatore di Obama nei dibattiti. Al posto di Geirhner potrebbe arrivare l’amministratore delegato di BlackRock, Lawrence Fink, il presidente di Evercore Partners, Roger Altman, o il numero uno di American Express, Kenneth Chenault.

Leon Panetta dovrebbe invece restare al Pentagono, mentre ad Eric Holder al Dipartimento della giustizia dovrebbe succedere il governatore del Massachusetts, Deval Patrick. Nessun secondo mandato neppure per il consigliere particolare di Obama, Davi Plouffe, che verrebbe sostituito dall’ex capo dello staff del vicepresidente Joe Biden, Ron Klain.

Anche Ben Bernanke, governatore della Federal Reserve, vedrà il suo mandato scadere a gennaio 2014. Al suo posto potrebbe arrivare Lawrence Summers, segretario al Tesoro sotto Bill Clinton e direttore del National Economic Council di Obama.

Se fosse invece Romney ad insediarsi alla Casa Bianca il futuro della Fed potrebbe essere affidato all’ex presidente della Banca Mondiale, Robert Zoellick, o all’amministratore delegato di CIT Group ed ex Merrill Lynch, John Thain, o ancora al numero uno della School of Business della Columbia, Dean Glenn Hubbard. Quel che è certo è che con Romney alla Casa Bianca il futuro di Bernanke avrebbe i giorni contati, visto che il candidato mormone non ha mai apprezzatole immissioni di liquidità concesse dal governatore.

SANDY INCOMBE SUL VOTO NELLO STATO DI NEW YORK Sull’affluenza alle urne nello Stato di New York, tradizionalmente democratico, incombe l’incognita uragano Sandy, che potrebbe aver tenuto molti lontano dai seggi. Nel caso di affluenza inferiore al 25% i funzionari locali sono pronti a chiedere un giorno in più entro il 26 novembre.

LA COPERTURA DI TV E RADIO Su Rai1 andrà in onda una puntata speciale di Porta a Porta, il Tg3 proporrà una puntata di Linea Notte prolungato fino all’alba, su RaiNews andrà in onda una no-stop, Televideo alla pagina 110 darà in tempo reale i dati delle schede scrutinate. Radio1 dalla mezzanotte seguirà i risultati in diretta, su Radio2 ci sarà uno Speciale Caterpillar no stop dalle 22 del 6 novembre fino alle 7.30 del giorno successivo.

Su Mediaset Tgcom24 proporrà Tutto in una notte, una diretta notturna straordinaria che seguirà Stato per Stato il verdetto. Lo speciale andrà in simulcast anche su Canale 5 oltre che sul canale 51 del digitale terrestre.

Su La7 andrà in onda un lungo speciale condotto dal direttore del tg Enrico Mentana. Lo speciale inizierà alle 23.50 per seguire tutta la notte gli esiti della sfida.

SkyTg24 seguirà l’election day con una diretta dalle 22 del 6 novembre, dando i risultati in tempo reale, con un collegamento con l’hotel Excelsior a Roma, quartiere generale dell’ambasciata Usa in Italia.

Anche Class TV Msnbc, Class Cnbc e sul sito di Milano Finanza ci saranno 24 ore di diretta. Lo studio ai piedi del Rockefeller Center di New York sarà trasformato in una gigantesca mappa elettorale degli Stati Uniti che si accenderà di rosso o di blu man mano che gli stati verranno assegnati.

Per chi invece di elezioni americane vuole vedere il lato cinematografico su Studio Universal arriva una rassegna di thriller e commedie, da ‘Dave presidente per un giorno’ a ‘Il rapporto Pelican’, ‘Cara insopportabile Tess’ e ‘Potere assoluto’. Su Comedy Central verrà riproposta l’intervista di Jon Stewart a Obama nella puntata di The Daily Show del18 ottobre. In onda anche uno speciale South Park for President! con una selezione di episodi a tema politico.