Immigrazione, negli Stati Uniti 2011 anno record di epulsioni

Pubblicato il 19 ottobre 2011 20:52 | Ultimo aggiornamento: 19 ottobre 2011 20:54

WASHINGTON, 19 OTT – Numero record di espulsioni di immigrati illegali negli Stati Uniti: nell’anno fiscale 2011 sono stati messi alle porte 400.000 illegali, in seguito a raid, arresti e perquisizioni in case e luoghi di ritrovo degli immigranti, in un giro di vite considerato da molti senza precedenti.

Il dato ha suscitato molte critiche: dai repubblicani che lo giudicano ‘inflazionato’ e sostengono che l’amministrazione Obama ha smesso di indagare accuratamente nei luoghi di lavoro per stanare i clandestini, alle associazioni a difesa degli immigrati, che parlano di ”un regime dal pugno di ferro” contro gli illegali, che pero’ non risolve il problema nel suo complesso.

John Morton, direttore delle forze dell’ordine del Servizo Immigrazione e dogane Usa, ha esposto i dati precisando che l’89% degli espulsi erano stati condannati per reati di vario tipo, di cui il 55% erano penalmente perseguibili. Il ministro per la sicurezza nazionale Janet Napolitano ha dal canto suo affermato che ben due terzi delle espulsioni hanno colpito clandestini che avevano infranto la legge o attraversato i confini illegalmente piu’ di una volta.

Negli Stati Uniti le violazioni delle leggi sull’ immigrazione sono reati penali. Ma tra i 400.000 espulsi, 1.000 erano stati condannati per omicidio, 5.800 per aggressioni sessuali e circa 80.000 per reati legati all’uso di droghe o alla guida in stato di ubriachezza.

Proprio in concomitanza con l’annuncio dei nuovi dati sulla lotta all’immigrazione clandestina, due reti tv hanno mandato in onda reportage sulle dure condizioni di detenzione nelle carceri dei clandestini in attesa di espulsione e sul cospicuo giro d’affari legato alla gestione delle prigioni private.