Xinjiang/ Cina pubblica nuovo bilancio, 184 morti, secondo esule uiguro sarebbero 800

Pubblicato il 11 Luglio 2009 12:36 | Ultimo aggiornamento: 11 Luglio 2009 12:36

Gli scontri etnici a Urumqi, capitale dello Xinjiang, nel nord ovest della Cina, hanno provocato 184 morti – 137 di etnia Han e 46 uigura – secondo un nuovo bilancio comunicato dall’agenzia di stampa Xinhua, a quanto riferisce la reuters.

Le autorità cinesi, che hanno minacciato ”punizioni esemplari”, inclusa la pena di morte, per i responsabili degli scontri, hanno imposto nuovamente il coprifuoco per la notte a Urumqui, città d 2,3 milioni di abitanti, a maggioranza Han, ma dove vivono anche 254 mila uiguri, turcofoni di fede musulmana.

Le violenze sono scoppiate domenica al termine di una manifestazione di uiguri che chiedevano giustizia per due membri della loro etnia uccisi il 25 giugno durante uno scontro davanti a una fabbrica nel sud della Cina con un gruppo di han.

Il nuovo bilancio delle vittime è contestato da uno dei leader uiguri in Europa, Erkin Alptekin, nel corso di una conferenza stampa tenuta sabato a Montecitorio ha denunciato che sono morte 800 persone e che fra i 3 e i 5 mila appartenenti alla minoranza muslmana uigura sono stati arrestati.

Alptekin, membro del Consiglio mondiale del popolo uiguro, ha riferito che quattro bambini sono stati decapitati a Urumqi e le loro teste sono state esposte all’ingresso della facoltà di Medicina.