Due agenti ICE sospesi e a rischio processo. Ma intanto la polizia trumpiana spia sui social chi protesta (foto Ansa-Blitzquotidiano)
Non si placano le polemiche sull’Ice e sul Dipartimento per la Sicurezza interna, nonostante la “ritirata” da Minneapolis e dalle principali città americane “santuario” per i migranti.
Due agenti Ice sospesi, rischiano il processo
Due agenti della Immigration and Customs Enforcement sono stati sospesi e rischiano il licenziamento, oltre ad un procedimento penale, per aver rilasciato probabili “dichiarazioni non veritiere” sotto giuramento in merito alla sparatoria contro un immigrato venezuelano a Minneapolis il mese scorso.

Il dipartimento per la Homeland Security aveva inizialmente dichiarato che un agente federale aveva sparato ad un uomo, ferendolo ad una gamba, dopo essere stato aggredito con una pala e un manico di scopa il 14 gennaio da due migranti. Venerdì scorso però un giudice ha archiviato le accuse nei loro confronti mettendo in dubbio la versione delle autorità.
“Le prove video hanno rivelato che la testimonianza resa sotto giuramento dai due agenti sembra contenere dichiarazioni non veritiere”, ha spiegato il direttore ad interim dell’Ice, Todd Lyons, avvisando che “al termine dell’indagine, potrebbero essere licenziati, oltre a rischiare un eventuale procedimento penale”. “Mentire sotto giuramento è un grave reato federale”, ha sottolineato.
“Stato di Polizia”, “Grande fratello”
Intanto emergono altri aspetti inquietanti. Il New York Times ha rivelato che agenti dell’Ice hanno intimidito i cittadini di Minneapolis che monitoravano le azioni dell’agenzia anti immigrazione presentandosi nelle loro abitazioni, di cui mostravano di conoscere bene l’indirizzo.
Lo stesso quotidiano ha svelato che il Dipartimento per la Sicurezza interna ha inviato a Google, Meta e altre aziende centinaia di mandati per ottenere informazioni su account che monitorano o criticano l’operato dell’Ice.
“Uno stato di polizia”, “Il Grande fratello” orwelliano, accusano i dem, che avevano già denunciato come il dipartimento della Giustizia ‘spiasse’ le ricerche dei loro parlamentari sui file di Epstein, probabilmente per consentire all’attorney general Pam Bondi di preparare meglio le sue risposte nella testimonianza alla Camera.
Più di 4mila sentenze contro le detenzioni illegali
Da una analisi della Reuters è emerso anche che centinaia di giudici in tutto il Paese hanno emesso da ottobre più di 4.400 sentenze secondo cui l’amministrazione Trump sta detenendo immigrati illegalmente. Ma le autorità federali hanno continuato a incarcerare persone a tempo indeterminato anche dopo che i tribunali avevano bocciato le loro azioni.
Il ministero degli Interni intanto è entrato da sabato in uno shutdwon parziale perché dopo due settimane non si è riusciti a trovare un accordo bipartisan per continuare a finanziarne l’attività, compresi i piani da 38,5 miliardi di dollari per acquistare magazzini in Usa da trasformare in centro di detenzione per i migranti.
I repubblicani finora hanno respinto le richieste di riforma dell’Ice avanzate dai dem dopo l’uccisione di due manifestanti a Minneapolis ma lo shutdown non inciderà sulla prosecuzione della sua attività.
