Mondiale senza Italia: il fallimento del sistema calcio e la necessità di una rifondazione (foto ANSA) - Blitz quotidiano
È cominciato il mondiale della tristezza. Senza gli azzurri bocciati per la terza volta alle qualificazioni. Qualcuno, accecato dall’ideologia, dice che questo è e sarà il torneo di Donald Trump. Se tanto mi dà tanto vuol dire che sarà un flop identico a quello degli Stati Uniti. Invece di andare a mettere il naso fuori dai confini vediamo perché da tanto tempo siamo fuori dall’èlite del calcio. Forse qualcuno avrà sbagliato prendendo determinate decisioni che non hanno sortito effetto. Anzi. Di conseguenza dovremo andare ad esaminare il lavoro del vertice della Federazione. Da tempo, ormai, tutte le squadre della serie A sono imbottite di stranieri. Nessuna esclusa, pure le più blasonate come Inter, Juventus, Napoli, Milan e Roma.
Se leggi la formazione, i nomi italiani non superano quasi mai il numero tre. In questa maniera come si può pensare di costruire una nazionale se non dai la possibilità ai giovanissimi di mettersi in vetrina? Si risponderà: è colpa delle società che, seguendo un simile andazzo, spendono meno risparmiando anche sui premi di ingaggio che, a volte, sono imbarazzanti. Troppo comodo buttare la palla in tribuna come fa una squadra quando cerca negli ultimi minuti di salvare il risultato.
Giovani italiani, meno stranieri e il ruolo decisivo della Federazione
Se è così, che cosa ci sta a fare la Federazione se non prende al riguardo provvedimenti che hanno la caratteristica dell’urgenza? Tanto è vero che una compagine come il Frosinone tornato presto in serie A si è vantato a ragione di aver raggiunto questo risultato con i giovanissimi e con gli italiani, magari non alle prime armi. È un principio che bisognerebbe seguire fin da subito se in futuro non si vuole essere esclusi nuovamente dai mondiali. Fra qualche giorno ci saranno le elezioni per il rinnovo delle cariche in Federazione.
Sarà eletto un presidente nuovo che dovrà suonare la carica se vogliamo cantare un ritornello diverso da quello disastroso degli ultimi anni. Come? Il compito forse non sarà facile perchè ci sarà l’opposizione ferrea delle società di calcio. È vero, non ci sono dubbi. Ma questo è l’unico modo per rifondare il football e ridare agli azzurri ciò che gli compete. Andiamo sul pratico: in formazione non ci dovranno essere più di tre stranieri, europei o non europei. Si dovrà puntare molto sui giovani che militano nei campionati minori, è un obiettivo che dovrà spettare ai talent scout veri, non quelli presi perchè raccomandati o perchè costano poco. In passato come sono esplosi i Riva, i Mazzola, i Del Piero. gli Inzaghi se non perchè qualcuno ha capito di che stoffa fossero fatti e li ha segnalati a chi di dovere?
Gli allenatori italiani protagonisti al Mondiale mentre gli azzurri restano a casa
È l’orientamento che ha in animo di seguire la Roma che pensa di far tornare Totti in giallorosso. Non credo che il Pupone (termine che a lui non piace) non sia in grado di scegliere chi lo merita. Sappiamo perfettamente che le nostre parole andranno via con il vento perché gli interessi e il business sono padroni assoluti nel calcio moderno. Però, se si vogliono riavere i tifosi di un tempo, è necessario cambiare tutto d’urgenza mandando all’aria i disastri delle ultime stagioni. Ecco il motivo per il quale il risultato del 22 giugno (giorno in cui si dovrà scegliere il nuovo presidente della FIGC) sarà determinante. Non si può andare avanti seguendo le vecchie regole che hanno determinato il calo degli azzurri e la conseguente delusione dei tifosi della nazionale. Sperando in un futuro diverso in che modo gli appassionati del pallone potranno entusiasmarsi in questo mondiale appena cominciato? Scovando gli italiani che contano in panchina: quelli che sono partiti per insegnare calcio fuori dai confini.
Potremo dimenticare Carlo Ancelotti che allena il Brasile, tra i favoriti del campionato? Oppure Vincenzo Montella che, con la selezione turca, sta mostrando tutto il valore di questa squadra? O ancora Fabio Cannavaro (lui si che di mondiali se ne intende) che dirige, pensate un pò, la nazionale dell’Uzbekistan? Chi poteva presagire un tempo che queste compagini avrebbero partecipato ai mondiali mentre gli azzurri rimanevano a casa guardando la tv?
