Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio (Foto Ansa)
Intervistato dal Corriere della Sera, il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha spiegato che ora “bisognerà fare un’integrazione al quesito referendario, ma questo non dovrebbe avere conseguenze sulla data del referendum. In ogni caso si tratterebbe di uno slittamento molto breve”.
Nordio ha poi sottolineato che “non c’è alcuno sconvolgimento del quesito. Viene semplicemente integrato e chiarito. Quindi, anche in caso di slittamento, si tratterebbe al massimo di due o tre settimane come previsto dalla Costituzione”.
“Abbiamo sconfitto le Br mantenendoci nell’ambito della legalità costituzionale. Lo faremo con questi teppisti che non hanno nemmeno l’alibi di un ideale” ha poi aggiunto il ministro, parlando del decreto sicurezza.
“L’opposizione – ha continuato – ci dice che dobbiamo prevenire più che reprimere. Se c’è un’altra ricetta ce la diano. E sulle assunzioni delle forze dell’ordine dico che lo stiamo facendo, ma non perché poi vengano presi a martellate e il delinquente ritorni a casa il giorno dopo”.
Tornando a parlare del referendum sulla giustizia, Nordio ha poi sottolineato di aver sperato “dal primo momento” che il dibattito si svolgesse “nei termini razionali e pacati del contenuto della riforma. I segnali però sono negativi”. A chi ha paragonato la sua riforma a quella di Gelli, Nordio risponde infine così: “considero disgustoso che un alto magistrato scenda al livello puerile e meschino di accusare il ministro di attuare il piano di un delinquente”.
