Antonio Socci su Libero: “Papa Francesco pentito dell’intervista a Scalfari”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 Ottobre 2013 7:50 | Ultimo aggiornamento: 27 Ottobre 2013 17:17
Antonio Socci su Libero: "Papa Francesco pentito dell'intervista a Scalfari"

Antonio Socci su Libero: “Papa Francesco pentito dell’intervista a Scalfari”

ROMA – “Papa Francesco pentito dell’intervista a Scalfari”, Antonio Socci, dalle pagine di Libero riporta l’indiscrezione: “Pare che il Papa se ne sia rammaricato e che il 4 ottobre, durante la visita ad Assisi, se ne sia lamentato col direttore Gian Maria Vian”.

Si parla del colloquio tra Papa Francesco e Scalfari, colloquio, parole, intervista che, segnala Socci, ha fatto “indispettire” molti cattolici in giro per il mondo. “C’è anche un video – scrive Scalfari – che probabilmente immortala proprio la protesta di papa Francesco per quell’im – provvida iniziativa”.

Continua Socci:

 Il Papa si è reso conto che è facile essere strumentalizzato dai media. Per questo un pezzo da novanta della Segreteria di Stato, il monsignore americano Peter Brian Wells, il 18 ottobre scorso, in un evento pubblico ha invitato ad attingere direttamente ai testi del magistero del Pontefice perché «le parole di papa Francesco sono spesso diverse da quelle che gli vengono attribuite da certi organi di stampa ». Certo, in Vaticano c’è un problema di comunicazione. Ma non da oggi: anche Benedetto XVI incappò nel doloroso malinteso di Ratisbona. Dipende molto dai media, da loro superficialità, approssimazioni o dalla malafede del pregiudizio. Ma non è tutta colpa dei media.

I cristiani – in primis i pastori – di fronte all’epoca dei media onnipresenti devono far tesoro dell’esortazione di Gesù, il quale mandando i suoi apostoli nel mondo prescrive loro di essere «candidi come colombe», ma anche «prudenti come serpenti » (Mt 10,16). Oggi poi, alla forzatura di certi media che attribuiscono arbitrariamente a Francesco un profilo «sovversivo», fanno da sponda – come dicevo – certi fondamentalisti che alimentano all’interno della cristianità la stessa idea. Il disorientamento che si produce così non va sottovalutato.

IL RISCHIO SCISMA Anche un sociologo attento come Massimo Introvigne ha lanciato l’allarme, mettendo in guardia dal rischio di imboccare la via che porta allo scisma. Perché la sofferenza è manifestata soprattutto da buoni cattolici ed ecclesiastici finora fedeli al papa che dicono di sentirsi orfani di Benedetto XVI. Fedeli che però, spesso, hanno male interpretato il magistero di papa Benedetto, si son sentiti una minoranza dalla parte della ragione, contro una maggioranza dalla parte del torto. Siapure in buona fede ne hanno dato un’interpretazione politica, quella che divide anche la Chiesa fra progressisti e conservatori. Non capendo che Ratzinger, comepapa Francesco, trascendeva del tutto questa logica. Sono buoni cattolici che hanno ideologizzato arbitrariamente certi sacrosanti contenuti del magistero di Ratzinger, come le cose importanti ella liturgia. preziose che egli ha insegnato su Papa Francesco ha detto che non ha nessuna intenzione di cancellare il «motu proprio» di Papa Benedetto che liberalizza la liturgia tradizionale, quindi dovrebbe essere esente dalle loro critiche, ma viene bersagliato egualmente, accusato di dare poca importanza alla liturgia, fino a contestazioni ridicole, come quella di chi lo rimprovera di non portare le scarpe rosse che sarebbero simbolo dei piedi piagati di Cristo crocifisso. Questi sedicenti ratzingeriani infine dimenticano che Papa Benedetto ha proclamato fin dall’inizio la sua affettuosa sequela al nuovo Papa e ha ricordato a tutti – alla vigilia del Conclave – il fondamento del cattolicesimo: «Mi sostiene emi illumina la certezza che la Chiesa è di Cristo, il Quale non le farà mai mancare la sua guida e la sua cura». Se non si crede questo, come ci si può dire cattolici?