Berlusconi, Putin a Roma, Iuc: rassegna stampa e prime pagine del 26 novembre

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Novembre 2013 8:32 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2013 8:33
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La Repubblica del 26 novembre

ROMA – L’ultima battaglia di Berlusconi. Il Corriere della Sera: “Silvio Berlusconi ha presentato nuove «carte americane» che lo scagionerebbero dalle accuse per le quali è stato condannato in via definitiva al processo Mediaset, di cui chiederà la revisione. Domani la decisione del Senato sulla sua decadenza. Appello del Cavaliere: rinviate il voto o ve ne pentirete, sul Parlamento ricadrà una macchia incancellabile. No di Pd e M5S, apertura di Casini.”

I ritardi, le cene e gli affari. Lo show di Putin a Roma. L’articolo a firma di Marco Galluzzo:

Arriva con quasi un’ora di ritardo dal Papa, vede Prodi in un albergo del centro di Roma, va a cena con Napolitano e poi di nuovo con il suo amico Silvio, a palazzo Grazioli, dove lo attende un menu «assolutamente tricolore», parola di Berlusconi.

Lo sbarco di Putin in Italia è rumoroso, fitto di impegni, denso di indiscrezioni, più finanziarie che politiche. A Trieste, dove il presidente russo si sposta oggi, con 11 ministri, per incontrare Letta, la città è blindata, quasi 200 uomini della sicurezza della Federazione russa cooperano con la polizia italiana. Ieri a Fiumicino sono atterrati cinque aerei governativi decollati da Mosca, le complicazioni logistiche non erano da meno.

Finanza in primo luogo, e anche oltremodo delicata. Ieri Palazzo Chigi, per bocca del consigliere economico del presidente del Consiglio, affermava che Aeroflot non ha abbandonato l’idea di investire in Italia: «Il dossier non è chiuso», ha detto Fabrizio Pagani, che ha aggiunto suspence anche sulla destinazione di Ilva: «Sonderemo sia a Trieste che nei prossimi giorni». Insomma entrambe le piste sono aperte e foriere di possibili sviluppi. Ma non solo: mentre Putin ieri incontrava papa Francesco, baciava l’icona che portava in dono, discuteva di Siria, gli uomini del Fondo sovrano della Federazione limavano gli ultimi dettagli dell’accordo che sarà siglato oggi alla presenza di Letta: un’intesa che ricalca un modello che l’Italia ha già definito con i Paesi del Golfo e che in dettaglio prevede che il fondo Russian Direct Investment Fund (Rdif) e il Fondo strategico italiano (Fsi) facciano investimenti fino a un miliardo di euro, in totale, nei due Paesi: «Gli investimenti in equity possono arrivare a 500 milioni di euro a testa», ha spiegato sempre Pagani. «Si parla di aziende medio-grandi», ha aggiunto l’amministratore delegato di Rdif, Kirill Dmitriev. Almeno 500 aziende russe sono oggi partecipate anche da capitali italiani, secondo Dmitriev.

Berlusconi: 7 testimoni nuovi, processo da rifare. L’articolo a firma di Lorenzo Fuccaro:

Trasmette visivamente l’idea di un uomo provato. «Dal primo agosto sto vivendo i giorni più brutti della mia vita per una condanna ingiusta che comporta una damnatio memoriae sulla mia storia di imprenditore e di uomo di Stato», dice Silvio Berlusconi nel corso della conferenza stampa organizzata per illustrare le nuove carte giunte dagli Stati uniti. Utili, a suo dire, per chiedere la revisione del processo sui diritti tv per il quale è stato sanzionato in via definitiva dalla Cassazione a quattro anni per frode fiscale. E alle carte (altre, annuncia, sono attese da Hong Kong, dalla Svizzera e dall’Irlanda) l’ex premier annette grande importanza. Non solo. Come estremo tentativo scrive una lettera ai senatori di Pd e M5S affinché leggano quei documenti e poi acconsentano a rinviare il voto sulla sua decadenza. «Siamo avversari politici ma non per questo dovrebbe venire meno — si legge — il rispetto reciproco, basato sulla dignità e sui diritti». Riflettete, insiste, «prima di prendere una decisione così grave, non fate prevalere le convenienze politiche del momento sulla vostra coscienza, non prendetevi una responsabilità di cui in futuro dovreste vergognarvi di fronte ai vostri figli, ai vostri elettori, e agli italiani». L’appello, però, cade subito perché sia il Pd sia i grillini lo respingono. Luigi Zanda conferma che lo scrutinio avverrà domani, come è stato deciso. Paola Taverna (M5S) è ancora più dura: «Non rispondiamo alle provocazioni di Berlusconi. La sentenza è definitiva e ci apprestiamo ad applicare la legge. Andiamo oltre». Berlusconi non chiarisce se sarà in aula benché abbia già scritto un discorso incentrato sull’esigenza di riformare il sistema giudiziario. «La nostra magistratura — denuncia — non è un ordine ma si è data la statura di organo politico in grado di prevalere sugli altri poteri. È un rischio per i nostri cittadini che ci sia una magistratura che possa disporre dei nostri diritti senza essere controllata e avendo garantito il privilegio medievale di essere giudicata da propri pari».

Silvio resta in campo e punta sulle urne “Renzi è una mina, farà cadere Letta”. L’articolo su Repubblica a firma di Carmelo Lopapa:

Aggrappato alla leadership di partito, l’ultima zattera, pronto a presidiare piazze e tv, in una campagna martellante che nei suoi disegni dovrebbe diventare presto elettorale. «Se pensano di liberarsi di me con la decadenza, quei signori si sbagliano». Da domani sera Silvio Berlusconi sarà un ex senatore, ma si tuffa alla guida Forza Italia, in pieno «modello Grillo»: libero di martellare il governo, al quale nelle prossime ore ritirerà il sostegno.

«Vedrete, si voterà a breve», preannuncia ai senatori riuniti in serata, poco prima della cena con Putin. Eleggono capogruppo il parlamentare più vicino a Fedele Confalonieri, Paolo Romani, dopo giorni di battaglia interna, Annamaria Bernini sarà la vice. Decine di senatori non si alzano e nemmeno applaudono al momento dell’acclamazione. NittoPalma e i “suoi” senatori, soprattutto. «Se avessimo votato, sarebbe stato un disastro, ci saremmo spaccati», racconta uno di loro. Il Cavaliere si dice convinto che le elezioni siano dietro l’angolo, nella primavera 2014, prima delle Europee. Ecco perché ai senatori traccia il sentiero della campagna targata Forza Italia che per lui è già partita. «Puntiamo tutto sui club» rilancia. «Ognuno di voi dovrà fondarne nelle rispettive città, saranno la nostra forma di radicamento nei territori». E poi, «agganciare associazioni e mondi a noi finora lontani». Fa l’esempio degli animalisti, dei giovani, delle donne. Con un paradosso dei suoi: «Se oggi una moglie viene messa di fronte all’alternativa, semettere fuori casa il marito o il cane, non ha dubbi e sceglie il primo. Dunque, concentriamoci perfino sugli amici dei cani». Battage da campagna elettorale, appunto. Che viaggerà accanto alla sua tempesta televisiva, che è appena iniziata. Occupazione old styledegli spazi disponibili. Questa mattina ospite di Belpietro a “La telefonata” su Canale5. È allo studio un’uscita a Porta a Porta, subito dopo la decadenza. Da giovedì una no-stop su emittenti di casa e non. E poi le manifestazioni. Domenica 8 la kermesse dei club Forza Silvio, in coincidenza con le primarie Pd. E una convention di Forza Italia a Milano prima di Natale viene annunciata dal coordinatore lombardo, Mario Mantovani. La macchina è in moto. «E i sondaggi ci danno ragione » gongola Berlusconi che sforna l’ultimo rilevamento della Ghisleri ai deputati venuti in sede per affiancarlo in conferenza stampa, Gelmini, Verdini, Ronzulli, Rossi, Bergamini: «Siamo già al 21, mentre Alfano e i suoi al 3,9». Le bordate di Matteo Renzi a Letta, negli stessi minuti in cui lui arringava i senatori sulla decadenza, gli consentono di rilanciare: «Ve lo dico da tempo, il prossimo segretario Pd è una mina, li farà cadere». E nonostante la Severino gli impedisca di ripresentarsi, l’ex premier è convinto di poter tornare in partita in una improbabile corsa contro il tempo: purché si voti prima che scattino i servizi sociali e prima che la Cassazione confermi l’interdizione. Percorso a ostacoli che lascia perplessi perfino i colonnelli del quartier generale. «Sono costretto a restare in campo nonostante la mia veneranda età, non ho motivi urgenti di fare un passo indietro, tanto più dopo la nascita del Nuovo centrodestra» sottolinea il leader in conferenza stampa, quasi a voler fugare dubbi e sospetti. L’ipotesi Marina, giocoforza, è tutt’altro che archiviata. Ma non è questo il momento per calare l’asso. Il leader è lui, se le procure vogliono «sbatterlo dentro», come va ripetendo, devono sapere che in carcere finirebbe il capo del centrodestra.

La tassa sulla casa cambia ancora nome arriva la Iuc, prima abitazione esentata. L’articolo su Repubblica a firma di Roberto Petrini:

Cambia nuovamente nome, a sorpresa, la tassa sulla casa e arrivano le detrazioni, a discrezione dei Comuni, con un tetto di 200 euro più 50 euro a figlio. La tassa si chiamerà Iuc, imposta comunale unica sugli immobili e non più Trise. L’emendamento alla legge di Stabilità, su cui il governo porrà la fiducia, è stato presentato ieri sera dai relatori Santini (Pd) e D’Alì (Ncd) e lascia in vita le due componenti del testo originale: la Tari-rifiuti e la Tasi (sui servizi indivisibili). Per la Tasi per le prime case si continuerà a pagare dall’1 al 2,5 per mille, ma qui entreranno in ballo le detrazioni che annulleranno la tassa, secondo le stime dei relatori e del governo, per la stessa platea esentata dall’Imu nel 2012. Un piccolo sconto arriva anche per l’Imu seconda casa, che resta in vita: la somma tra Tasi e Imu avrà un tetto del 10,6 per mille non più dell’11,6 per mille. I Comuni avranno a disposizione 500 milioni in più, vincolati all’introduzionedelle detrazioni. «Ci sarà un effetto analogo del 2012, quando la detrazione base era di 200 euro e si scontavano 50 euro a figlio», ha spiegato Santini (Pd). Arriva anche una mini- sanatoria per la «rottamazione» vecchie cartelle esattoriali di Equitalia: dovrà essere pagato l’importo originario al 100%, l’intero ammontare delle sanzioni, ma non gli interessi di mora.

Viene inoltre concentrato sui redditi più bassi il taglio del cuneo fiscale ma per i 15 mila euro lordi non si arriverà a più di 19 euro netti al mese. Anche l’affondo sulle pensioni che avrebbe dovuto garantire la piena indicizzazione, non passa. Si chiude in velocità, con la fiducia di oggi. Gli occhi sono rivolti così alla Camera dove il testo, dopo il congresso del Pd, potrà essere oggetto di un esame più ampio. Mentre salta ancora il cdm per lo stop alla seconda rata Imu.

La magia della Roma è finita ritorna a comandare la Juve. L’articolo su Repubblica a firma di Enrico Sisti:

Venga signora bianca e nera, venga. Lei non ci avrà chiesto di passare davanti ma noi siamo cavalieri. E adesso, se vuole, resti pure dov’è. La Roma ha deciso di non vincere più. Ha deciso di continuare a perdere senza perdere. Ha deciso di lasciare la testa della classifica pareggiando anche con il Cagliari. Ma la verità è che messa così non potrebbe fare niente di diverso. La tempestività di Pallotta, le divisioni societarie che neppure un’azienda sana e con meno ferite in archivio sopporterebbe. Le ombre cinesi. La scomparsa della convinzione, della condizione, della compattezza, un po’di sfortuna, l’assenza di Totti. Benatia che si fa male allo stesso polpaccio che sembrava guarito, Ljajic che è uno spettro, Strootman che non funziona più, quattro palle gol sprecate da rodersi il fegato. Tutto questo sta portando la Roma in un posto preciso che si può facilmente trovare su tutte le mappe del pallone: da nessuna parte. Non le è mancato soltanto il gol. Anche molto altro.