In carcere per droga 18 indiani, nuova lite Italia-New Delhi. Palazzolo, Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Ottobre 2014 8:31 | Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre 2014 8:31
In carcere per droga 18 indiani, nuova lite Italia-New Delhi. Palazzolo, Repubblica

In carcere per droga 18 indiani, nuova lite Italia-New Delhi. Palazzolo, Repubblica

ROMA – “Un nuovo caso – scrive Salvo Palazzolo di Repubblica – divide Italia ed India, mentre la vicenda dei due marò resta sospesa e Massimiliano Latorre è in Italia per i postumi di un ictus. Ancora una volta, c’è un arresto al centro delle polemiche. Ed è avvenuto in Italia. A fine giugno, la Guardia di finanza ha fermato nel Canale di Sicilia 18 marinai indiani che a bordo di due navi trasportavano un carico di droga, quasi 70 tonnellate di hashish”.

L’articolo completo:

Loro si difendono: «Non sapevamo nulla di quel tesoro nella stiva, chiedete ai comandanti delle navi, che sono siriani». L’ambasciata indiana ha chiesto ufficialmente spiegazioni al nostro ministero degli Esteri, e lunedì un alto dirigente della delegazione di New Delhi in Italia è arrivato al palazzo di giustizia di Palermo per incontrare i magistrati che indagano sulle navi della droga, il procuratore aggiunto Teresa Principato e il sostituto Maurizio Agnello.
L’ambasciata chiede la liberazione dei marinai. Ma contro di loro ci sono accuse pesanti: traffico di droga e detenzione ai fini di spaccio, con l’aggravante della grande quantità. E la vicenda è già diventata un caso. Dice il procuratore aggiunto Principato: «Al funzionario dell’ambasciata abbiamo ribadito che per noi questo è un processo come tutti gli altri, che proseguirà nel rispetto dei tempi e delle procedure previste dalla nostra legislazione, senza che ci possa essere nemmeno l’ombra di ritorsioni nei confronti delle procedure indiane, così come si sono rivelatenel caso dei due maro’ italiani, che dopo tanto tempo attendono ancora di avere un capo di imputazione preciso». La scarcerazione dei 18 indiani appare lontana, perché al momento le indagini della procura e della finanza sono in pieno svolgimento. I pm hanno chiesto anche un’analisi dello stupefacente, per verificare se provenga da un unico carico.
Intanto, però, i magistrati hanno assicurato all’ambasciata indiana «il rispetto di tutti i diritti di difesa»: i 18 detenuti hanno ottenuto la traduzione degli atti d’indagine in inglese, e hanno potuto incontrare in carcere i funzionari dell’ambasciata. Nei giorni scorsi, l’avvocato dei marinai, Tiziana Pugliese, è anche riuscita ad ottenere un primo punto a loro favore: il tribunale del riesame di Palermo ha annullato l’accusa di traffico di droga per gli indiani. Ma il gruppo resta in carcere. Resta il giallo dei due mercantili, l’Aberdin e il Just Noran, su cui sono stati arrestati anche 8 siriani.