Il Consiglio di Stato: sì all’uso dell’Avastin. Chiara Daina, Fatto Quotidiano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 21 Maggio 2014 9:45 | Ultimo aggiornamento: 21 Maggio 2014 9:45
Il Consiglio di Stato: sì all'uso dell'Avastin. Chiara Daina, Fatto Quotidiano

Il Consiglio di Stato: sì all’uso dell’Avastin. Chiara Daina, Fatto Quotidiano

ROMA – “Novartis non ha più scuse – scrive Chiara Daina sul Fatto Quotidiano – Prima la multa dell’Antitrust da 180 milioni di euro con l’accusa di aver creato un cartello con la ditta Roche per favorire l’uso del Lucentis, il farmaco più caro per la cura della maculopatia (mille euro per iniezione), al posto dell’Avastin (20 euro per iniezione)”.

Poi l’attesissimo parere del Consiglio superiore di Sanità arrivato lo scorso 15 maggio, secondo cui i farmaci Avastin e Lucentis sono del tutto equivalenti sul piano dell’efficacia e della sicurezza nella terapia della degenerazione maculare senile. E due giorni fa la mazzata finale: il Consiglio di Stato si è schierato contro il gigante svizzero accogliendo il ricorso proposto dal Veneto contro la sentenza del Tar che sospendeva la delibera regionale per l’uso di Avastin come richiesto dalla ditta produttrice del Lucentis. Per ora l’ordinanza del Tar è stata solo sospesa.

LA SENTENZA FINALE è attesa il 17 luglio. “Dovendo per forza usare il Lucentis il Veneto ha subito aggravio di costi di 15, 2 milioni di euro – spiega il presidente della Regione Luca Zaia – per i quali chiederemo il risarcimento non appena la Procura Generale della Corte dei Conti si sarà espressa sull’ipotesi, che noi condividiamo, dell’esistenza di un pesante danno erariale”. Intanto, l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto valuta la possibilità di reintrodurre immediatamente la somministrazione dell’Avastin. “Chiederemo al ministro Lorenzin di riattiva la delibera della Giunta alla luce del nuovo decreto sulle droghe e i farmaci off label”. Cioè il provvedimento convertito in legge una settimana fa dopo il voto favorevole di Camera e Senato, e che tra le altre cose stabilisce che l’uso off label di una molecola è consentito anche per un’indicazione terapeutica diversa da quella autorizzata quando viene immenso in commercio dall’Aifa. Dal canto suo, il ministro della Salute Beatrice Lorenzin ha promesso che fra un mese Avastin sarà off-label. Vedremo cosa avverrà.