Il Fatto Quotidiano: “Bunga Bunga? No, baci eschimesi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2014 10:56 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2014 10:56
Il Fatto Quotidiano: “Bunga Bunga? No, baci eschimesi"

Il Fatto Quotidiano: “Bunga Bunga? No, baci eschimesi”

ROMA – “Bunga bunga” e “unga unga”: nell’aula della Corte d’assise d’Apppello di Firenze c’è stata una breve e anche un po’ esilarante lezione di costumi sessuali esotici di origine ma di pratica italiana. Il racconto è sul Fatto:

L’avvocato Giulia Bongiorno, difensore di Raffaele Sollecito al processo Meredith, è tutta presa dallo spiegare che “il rapporto che c’era fra Amanda e Raffaele era tenero, appena sbocciato”. Altro che giochi erotici, ma quali perversioni: i due studenti, nelle notti di Perugia, “facevano unca nunca”. È a quel punto che il presidente della Corte di appello di Firenze ha strabuzzato gli occhi: “Che? Bunga Bunga?”. La Bongiorno ha trattenuto un sorriso e ha proseguito nelle sue lezioni amorose: “È il bacio degli eschimesi… si dà solo con il naso” e “non ha nulla a che fare con il bunga bunga” o con le pratiche “di qualche cinquantenne annoiato in cerca di espedienti”. Ci eravamo abituati ad altri standard. “Perugia non voleva pensare che uno sconosciuto, un mostro, fosse entrato in una casa e avesse ucciso una studentessa. E allora – insiste la Bongiorno – ci fu il miracolo e si scelse il movente emotivamente più tranquillizzante, un festino finito male. E si pensò ad Amanda Knox, così americana, con un cognome sexy, e venne rappresentata come disinibita, una ventenne che va a letto con tutti, astuta, con quel soprannome, foxy. Amanda diventa protagonista di quel festino ed è il sole che illumina gli indizi a carico di Raffaele”. Il presidente se ne faccia una ragione: i due facevano solo “naso-naso”.