Ferie dei magistrati. Carlo Grosso (ex Csm): scelte del Governo da rispettare

Pubblicato il 10 settembre 2014 12:50 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 12:50
Ferie dei magistrati. Carlo Grosso (ex Csm): scelte del Governo da rispettare

Carlo Federico Grosso: sulle ferie dei magistrati, le scelte del Governo sono da rispettare

ROMA – Sono “stonate” le accuse dei magistrati alla riforma della Giustizia targata Matteo Renzi – Andrea Orlando e chi lo dice non è uno qualunque ma Carlo Federico Grosso, giurista di calibro e peso che è stato anche vice presidente del Consiglio superiore della Magistratura, Csm, l’organo di autogoverno dei magistrati.

Non si tratta quindi certo di un loro nemico e per questo le osservazioni di Carlo Federico Grosso sugli attacchi dei magistrati e della loro Associazione di categoria alla Riforma meritano attenzione doppia.

 Carlo Federico Grosso ha scritto sulla Stampa, quotidiano su cui scrive di giustizia. Sulla riduzione delle ferie dei magistrati il suo giudizio è netto:
“Si potrà discutere se sia opportuno ridurre le ferie ai magistrati e/o dimezzare il periodo di sospensione feriale delle udienze. Non capisco perché prospettare riforme di questo tipo dovrebbe tuttavia suonare automaticamente come accusa infamante per i magistrati e che in tal modo, riproponendo logiche che si riteneva superate, si pretenderebbe di riformare la giustizia riformando i magistrati. La magistratura, come ogni altro ordine di dipendente pubblico, quanto a retribuzione, responsabilità, carico di lavoro e ferie, deve in ogni caso attenersi alle scelte politiche liberamente assunte dal potere legislativo e rispettarle”.
Anche sulla responsabilità civile dei magistrati non ci sono spazi:

“La disciplina ipotizzata  (responsabilità diretta dello Stato; diritto di rivalsa nei confronti del magistrato colpevole; limite quantitativo della rivalsa pari ad una percentuale dello stipendio annuale) mi sembra un ragionevole compromesso fra i diversi punti di vista (si tratta d’altronde di una riforma che ci allinea alla maggioranza dei Paesi europei e necessaria per evitare sanzioni pecuniarie da parte della Corte)”.

L’articolo tocca anche i vari punti della riforma finora noti, ne dà un giudizio tecnico giuridico e dà anche un giudizio sulla presa di posizione della Associazione:

“Le prime reazioni manifestate all’apparire delle indiscrezioni sulla riforma della Gustizia sono state fondamentalmente critiche. Colpisce, soprattutto, la dura requisitoria dell’Associazione Nazionali Magistrati, che ha accusato l’esecutivo di avere predisposto una riforma caratterizzata da norme punitive dei giudici e l’ha bollato di superficialità ed inaccettabile timidezza.

Oggetto di attacco sono state, in particolare, le novità che s’intendono introdurre sul piano dell’ordinamento giudiziario (responsabilità civile dei giudici, riduzione delle ferie dei magistrati e del periodo d’interruzione feriale) e, in materia penale, la nuova disciplina ipotizzata della prescrizione, delle impugnazioni, delle intercettazioni ed il rischio che novità importanti quali il ripristino del falso in bilancio e l’introduzione del delitto di autoriciclaggio siano vanificate a causa delle pressioni di segno contrario.  […]

Il successo della riforma si gioca, soprattutto, sul terreno della giustizia civile. Io ho qualche dubbio che i meccanismi predisposti nel decreto sullo smaltimento dell’arretrato riusciranno davvero là dove analoghi meccanismi (sezioni stralcio, ecc.) in passato sono falliti e che la delega sul nuovo processo civile riuscirà veramente a dimezzare, come pretende Renzi, la durata dei processi civili. I nuovi istituti sono stati comunque prefigurati; la scommessa va pertanto giocata fino in fondo, nella speranza che, effettivamente, abbia successo.

Veniamo alla giustizia penale ed ai profili di ordinamento giudiziario. Gli interventi prefigurati in materia penale non saranno sicuramente in grado di risolvere i nodi cruciali di tale settore. Essi, in parte, rappresentano comunque un tentativo di operare nella giusta direzione: anche se non ridurranno in modo significativo la durata dei processi, o non elimineranno del tutto il fenomeno della prescrizione dei reati, potranno in ogni caso apportare qualche beneficio”.

Prescrizione:

“L’Anm è stata, sul punto, molto critica: «Non si è modificata la legge ex Cirielli» e la riforma «si è risolta nella debole scelta d’introdurre due sospensioni temporanee ed eventuali del suo decorso».

Certo, la riforma avrebbe potuto essere più incisiva: avrebbe, ad esempio, potuto stare al passo dei principali Paesi europei, che bloccano la prescrizione con l’inizio del processo. Qualcosa è stato comunque fatto: si è prevista la sospensione per due anni del decorrere della prescrizione nel corso del giudizio di primo grado, il che significa aggiungere in ogni caso due anni a quanto stabilito dalla legge ex Cirielli, e quindi modificarla. Si sono poi regolate le fasi successive del processo, cercando di evitare per quanto possibile che anche in queste fasi i reati potessero estinguersi troppo agevolmente”.

Inoltre,

“l’ampiamento dell’istituto del patteggiamento (esteso fino a tre anni di reclusione e alla fase di appello) e l’introduzione dell’istituto della «condanna emessa su richiesta dell’imputato» (una sentenza che può essere emessa, a richiesta, nei confronti degli imputati rinviati a giudizio che confessino i reati commessi e che può raggiungere gli otto anni di reclusione) potranno incidere, in modo più o meno marcato, sul numero dei processi celebrati e quindi sul carico di lavoro dei magistrati”.

Impugnazioni e intercettazioni. Qui, osserva Carlo Federico Grosso, gli interventi previsti appaiono

 “più discutibili. L’Anm pare dolersi del fatto che la riforma delle impugnazioni sia rinviata ai tempi incerti della legge-delega e che «si annuncino complicazioni nell’acquisizione dei tabulati (autorizzazione del Gip) e nella pubblicazione del testo delle intercettazioni». Temendo che circoscrivere le impugnazioni significhi indebolire le garanzie processuali degli imputati, io valuto invece positivamente l’allontanarsi nel tempo della prospettiva di tale riforma. Dato che sul tema delle intercettazioni e dei tabulati non si sono ancora visti testi definitivi, sarebbe stato d’altronde prudente sospendere ogni valutazione”.

Falso in bilancio e autoriciclaggio:

“La disciplina prevista di tali due reati mi sembra assolutamente appropriata. Semmai, sarebbe stato opportuno introdurla utilizzando lo strumento legislativo del decreto-legge, che avrebbe assicurato tempi certi”.