Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, stop della Farnesina: “Niente viaggi in Siria”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Marzo 2015 10:09 | Ultimo aggiornamento: 24 Marzo 2015 10:45
Greta Ramelli e Vanessa Marzullo

Greta Ramelli e Vanessa Marzullo

ROMA – “La Siria è un Paese da non visitare e dove è elevatissimo il rischio di rapimenti, attentati e violenze”: con questa nota ufficiale la Farnesina interviene sulle polemiche politiche seguite all’intervista rilasciata da Vanessa Marzullo a Repubblica dove la ragazza non ha escluso l’ipotesi di un eventuale ritorno in Siria.

La dichiarazione – scrive Paolo Berizzi di Repubblica – ha subito provocato repliche e commenti da parte di esponenti politici, soprattutto del centrodestra, riaccendendo, 68 giorni dopo il rilascio delle due cooperanti, le polemiche seguite alla liberazione e al presunto pagamento di un riscatto smentito dal ministro Gentiloni. Nell’appello rivolto a Greta e Vanessa affinché non tornino in Siria, la Farnesina — che nei mesi scorsi aveva invitato gli italiani a lasciare il Paese — ha ricordato che «analoghe indicazioni sono rivolte anche alle organizzazioni non governative che intendano inviare loro operatori in Siria per missioni umanitarie o di qualsiasi tipo ». Dopo la nota dell’Unità di Crisi è arrivata, via Facebook, una precisazione di Greta Ramelli: «Ribadisco, come dissi appena tornata, che non ho alcuna intenzione di tornare in Siria e ho invece intenzione di intensificare le mie attività di volontariato in Italia». Il caso nasce dunque dalle parole che Vanessa Marzullo — per la prima volta dal rilascio — ha affidato alle colonne di questo giornale. Un lungo sfogo («quanto fango su di noi, ma non mi vergogno di niente» è stata una delle dichiarazioni) raccolto nel locale del padre a Verdello, in provincia di Bergamo, dove vive la famiglia. Il passaggio che ha provocato polemiche: l’ipotesi di un ritorno, certo non imminente, ad aiutare la popolazione siriana. Tanto è bastato a rinfocolare un dibattito incandescente (…).