Hanno ammazzato l’orsa perché faceva l’orsa. Mario Giordano, Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 8:41 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 8:41
Hanno ammazzato l’orsa perché faceva l’orsa. Mario Giordano, Libero

Hanno ammazzato l’orsa perché faceva l’orsa. Mario Giordano, Libero

ROMA – “Hanno ammazzato l’orsa perché faceva l’orsa. E già questo è abbastanza folle – scrive Mario Giordano su Libero – Ma qui la follia è ancora più grande perché Daniza in Trentino non c’era arrivata da sola. Macché: ce l’avevano portata loro. Gli stessi che l’hanno uccisa. E dunque la vicenda che sta dividendo l’Italia, alla fine, può essere riassunta così: la Provincia autonoma di Trento va a prendere un’orsa in Slovenia, se la porta in casa e poi l’ammazza perché a casa sua non vuole un’orsa”.

L’articolo completo:

Dice che può essere pericolosa. O santi numi: certo che un’orsa, in certi casi, può essere pericolosa, che bella scoperta. Ma non siete stati voi ad andarla a prendere? Vogliamo fare ai geni trentini una rivelazione importante: a parte Napo orso capo e Rascal orsetto lavatore, questi animali differiscono un po’ dai barboncini da salotto. Ma se qualcuno li porta a casa sua, poi deve rispettarli. Per quello che sono. Non per quello che si vorrebbe che fossero. Il programma si chiama Life Ursus.

È partito nel 2000, è già costato oltre 4 milioni di euro. Proprio così: 4 milioni dei denari versati dai contribuenti per riportare gli orsi sulle montagne del Trentino e poi ammazzarli con dosi abbondanti di narcotico. Non è una follia? I siti della Provincia autonoma si fanno belli con l’iniziativa sponsorizzata Ue: infatti sono pieni di rapporti sugli orsi, video sugli orsi, notizie sugli orsi, opuscoli sugli orsi, foto degli orsi.

C’è Daniza in mostra con Brenta, Irma, Maja, Jurke, Kirke, Gasper e gli altri plantigradi. Ci sono tutti i suoi spostamenti radiografati, le passeggiate tracciate dal radio collare, gli strofinamenti con l’orso M2, le gite in val D’Algon o sul passo Bregn de l’Ors. Manca solo l’ultimo atto: Daniza che, dopo essere stata a lungo studiata e esibita, viene massacrata. E ridotta a pelliccia. Ecco: quella foto manca. La collezione è incompleta. Ma perché Daniza viene uccisa? Forse è impazzita? Forse s’è trasformata in un King Kong massacratore? O ha eruttato inspiegabile violenza? Macché: l’orsa, come si diceva, ha fatto quello che deve fare un’orsa. Né più né meno: ha protetto i suoi cuccioli da un cercatore di funghi che aveva fatto irruzione nel suo territorio.

S’è difesa, mica voleva uccidere: infatti il cercatore di funghi, al contrario di Daniza, è vivo e vegeto. Ma che doveva fare quella bestia? Che s’aspettavano questi geni del ripopolamento Trentino con tutti i loro Life Ursus, radiocollari, studi, rapporti e binocoli? Che s’immaginavano? Che Daniza fosse un peluche? O un simil-gattone pronta a fare le fusa?

Magari pronta pure a intrattenere una relazione sociale con il cercatore di funghi? «Prego s’accomodi, giochi pure un po’ con i miei cucciolotti, io intanto le preparo il tè?». Questo s’aspettavano, quando sono andati a prenderla in Slovenia? Santo cielo, quanti danni ha fatto Walt Disney, come s’è rovinato il nostro rapporto con gli animali. Li accettiamo solo se riusciamo a trattarli come essere umani, se ricopriamo i cani di gioielli e i gatti di profumi, se li portiamo a mangiare il gelato o dallo psicologo.

Li accettiamo solo se diventano dei finti bambini, appena un po’ meno capaci di far domande e con il vantaggio che non bisogna seguirli nei compiti di aritmetica. E non riusciamo più ad accettare, invece, il fatto che gli animali sono animali, davvero, e dunque agiscono come gli istinti e la natura comandano. Non come recitano i cartoni animati. Diciamocelo: abbiamo così umanizzato le bestie che non pensiamo possa esistere un leone che non sia Re Leone e una pantera che non sia Bagheera.

E dunque non riusciamo ad accettare che un’orsa non si comporti come Yoghi. Così o dice «Ehi Bubu» oppure la ammazziamo con una puntura letale. Ma, per carità, non dite che Daniza è stata cattiva. Lei è stata soltanto un’orsa. La vera cattiveria è degli uomini che l’hanno uccisa, dopo averla scientificamente cercata, seguita, descritta e coccolata.

La vera cattiveria è di chi all’improvviso imbraccia dosi abbondanti di narcotico magari solo per compiacere un calcolo elettorale, perché a coltivatori e allevatori del Trentino il ripopolamento comincia a dar fastidio, ai cercatori di funghi pure, agli operatori turistici non ne parliamo. Soprattutto non dite che Daniza era squilibrata: lei era in perfetto equilibrio con se stessa, con i suoi cuccioli, con l’ambiente. Siamo noi umani, piuttosto che manifestiamo qualche evidente problema di equilibrio. Non vi pare? Prendiamo un’orsa in Slovenia, la portiamo in Trentino e poi la uccidiamo perché fa l’orsa anziché far Yoghi.

Nessuna bestia farebbe mai una bestialità del genere. Solo gli uomini che, evidentemente, ancor prima di sparare narcotico in eccesso nelle chiappe degli animali sembra che se lo siano sparati nel loro cervello.