Internet veloce. In corsa la “cinese” Terna e Enel “italiana”: in caso di guerra planetaria…

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Maggio 2015 13:34 | Ultimo aggiornamento: 15 Maggio 2015 13:35
Internet veloce. In corsa la "cinese" Terna e Enel "italiana": in caso di guerra planetaria...

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MILANO – Nel progetto ultra-larga del governo Renzi, oltre all’Enel, si potrebbe inserire anche Terna. Terna, sostiene Massimo Sideri sul Corriere della Sera,

“potrebbe contribuire alla creazione di un’infrastruttura di nuova generazione per portare la fibra «spenta» nelle case di tutti gli italiani. Terna, società controllata al 29,85% dalla Cassa depositi e prestiti attraverso Cdp Reti, è l’operatore di trasmissione di energia elettrica: nella sostanza è il sistema nervoso centrale del Paese. Da circa un anno in Cdp Reti è entrata, con una quota del 35%, State Grid Corporation of China attraverso una società veicolo. Quindi Terna è anche un po’ cinese”

e questo potrebbe essere la ragione principale della scelta iniziale del Governo a favore di Enel, la cui rete passata a Terna è la base della ricchezza di Terna. Proprio per essere “produttore” di energia e non trasportatore Enel potrebbe apparire come non ideale allo scopo.

Ma pur essendo sia Terna sia Enel aziende pubbliche (anche se hanno azionisti terzi i loro vertici sono nominati dal Governo) una cosa le divide, la differente natura dell’azionista di controllo. Enel è controllata direttamente daI Tesoro ittaliano, Terna dalla Cassa Depositi e Prestiti, anch’essa pubblica, ma con qualche filtro in pià. Inoltre la forte presenza cinese in Terna e gli amorosi sensi di Cdp con i cinesi provocano qualche brivido in chi vede, da qui all’eternità, scenari di scontro anche militare fra Usa e satelliti e Cina.

Quanto vale in termini strategici il progetto entrato ora nelle mire di Terna? Secondo Massimo Sideri,

“Il gruppo potrebbe contribuire alla posa di una rete «spenta», cioè solo il cavo in fibra ottica sul quale poi i singoli operatori telefonici dovrebbero attivare il servizio di traffico dati e voce, in buona parte del territorio nazionale: il gruppo possiede difatti la ex rete di trasmissione ad alta tensione dell’Enel. Nella sostanza si tratta dei tralicci più imponenti che siamo abituati a vedere al fianco delle autostrade.
La posizione di Terna rispetto a quella dell’Enel — già molto calda sul piano — sarebbe ancora colloquiale: un incontro tra l’amministratore delegato di Terna, Matteo Del Fante, e lo staff di Palazzo Chigi che si occupa del piano, in primis il vicesegretario generale del Consiglio dei ministri Raffaele Tiscar, si è tenuto il 4 maggio 2015 ed è stato il primo confronto sul tema, mentre il dialogo tra il gruppo elettrico guidato da Francesco Starace e il governo andrebbe avanti da circa un paio di mesi. In particolare sembra che il momento chiave sia stato l’ultimo viaggio del premier a Malta dove aveva avuto la possibilità di parlarne con il manager Enel.
Dalle mosse di Terna dovrebbe dipendere il futuro del dialogo con Telecom Italia: Palazzo Chigi, con i due assi sul tavolo, potrebbe avviare la costruzione dell’intera infrastruttura teoricamente anche senza il primo operatore telefonico vista la capillarità e complementarità delle reti elettriche ad alta tensione (Terna) e media e bassa (Enel).
Per adesso si tratta di attendere le regole di ingaggio con le quali il governo definirà l’accesso ai 6,5 miliardi di investimento pubblici. Per Enel c’è, in parallelo, un altro tema che potrebbe avere un peso indiretto nella partita: a fine 2015 finisce il ciclo tariffario attuale e, dunque, dovrà essere aperto molto presto il confronto sul nuovo ciclo di tariffe con il regolatore. Per 4 o, addirittura, 6 anni”.