“Enel gestirà la banda ultralarga”: piano del governo mette all’angolo Telecom

"Enel gestirà la banda ultralarga": piano del governo mette all'angolo Telecom
(Foto d’archivio)

ROMA – Il governo sta pensando di affidare ad Enel la gestione della banda ultralarga, mettendo così all’angolo Telecom. E’ quanto scrive Claudio Tito su Repubblica. Anche se il presidente del Congilio, Matteo Renzi, si affretta a smentire: “La banda ultralarga è un obiettivo strategico. Non tocca al governo fare piani industriali. Ma porteremo il futuro presto e ovunque. #lavoltabuona”, ha twittato.

Secondo il piano delle telecomunicazioni illustrato da Tito su Repubblica, l’esecutivo punta a restituire al controllo pubblico le grandi infrastrutture di telecomunicazioni, fibra ottica compresa. Per realizzare questo piano Palazzo Chigi ha stanziato 6,5 miliardi in cinque anni. Ma secondo Tito se l’opera verrà affidata ad Enel sarà realizzata in tre anni. Il colosso, inoltre, avrebbe fatto sapere di non voler reclamare un ruolo nella gestione del servizio, cioè di non voler alterare la concorrenza.

Le consultazioni in realtà sono state aperte a tutti, ma Enel, società elettrica controllata dal ministero dell’Economia, sembra avere tutte le caratteristiche che la rendono adatta a gestire le grandi reti infrastrutturali di telecomunicazioni. Il cavo elettrico infatti arriva in tutte le case e soprattutto in tutte le aree del Paese, comprese le zone di montagna e le campagne.

Inoltre Enel possiede una infrastruttura di cabine di distribuzione in grado di ospitare cavi in fibra otica. Il cavo della banda larga, poi, potrà essere steso anche sui tralicci della “posa aerea”, rendendo così superflui gli scavi e abbassando i costi dell’operazione. Per Enel, sottolinea Claudio Tito su Repubblica, basterebbe approfittare della necessità di sostituire tutti i contatori con quelli di nuova generazione per affiancare la fibra ottica ai cavi elettrici. Tutte queste peculiarità sono già state indicate in una lettera di intenti inviata dall’amministratore delegato di Enel Francesco Starace al Garante per le comunicazioni il 14 aprile.

Il governo, scrive sempre Claudio Tito su Repubblica, punterebbe anche a riprendere il controllo delle infrastrutture televisive, cioè le torri, note alle cronache per essere state oggetto della fallita Opa della Ei Towers (di Mediaset) contro RaiWay. Palazzo Chigi punterebbe a costituire una nuova società che metta insieme le antenne tv e che agisca poi come ente regolatore. In quel caso, scrive Tito,

“parteciperebbero Raiway, Ei Towers e le torri di Wind di recente passate nelle mani della spagnola Abertis. E il controllo pubblico potrebbe essere agevolato anche con una presenza di Cassa Depositi e Prestiti. Ma questo, per ora, è solo un progetto”.

“Anche se le grandi manovre nel sistema radiotelevisvo sono solo all’inizio. E probabilmente toccheranno anche i soggetti privati che operano in Italia. Da Mediaset a Sky fino alla stessa Telecom. Sulle esigenze di sinergia tutti concordano e anche sulla necessità di trasferire buona parte del prodotto su c avo telefonico. Non è un caso il recente interesse di Vivendi per Mediaset e i contatti tra la stessa tv del Cavaliere con Telecom e con Sky. E per la prima volta da anni Berlusconi ha iniziato a valutare una cessione o la definizione di nuove alleanze televisive per il suo gruppo. Forse non è un caso che a cucire le intese si stato chiamato nuovamente un fedelissimo dell’ex premier: Tarek Ben Ammar. E sulla scrivania dell’imprenditore tunisimo da qualche giorno è apparsa una nuova cartella: quella delle sinergie strategiche – o anche qualcosa di più – tra Vivendi, Mediaset, Sky e Telecom. Un ruolo favorito dal fatto di sedere proprio in buona parte dei Cda di queste aziende”.

 

 

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