Rassegna Stampa

Josefa Idem: “Se fossi stata ministra non sarei andata alla cerimonia di Sochi”

 Josefa Idem: "Se fossi stata ministra non sarei andata alla cerimonia di Sochi"

Josefa Idem: “Se fossi stata ministra non sarei andata alla cerimonia di Sochi”

ROMA – “Se fossi stata ministra non sarei andata alla cerimonia di Sochi“, Josefa Idem, senatrice del Pd, ex ministra dello sport, delle pari opportunità e delle politiche giovanili, intervistata da Repubblica critica Enrico Letta: “Non mi piace la sua scelta”.

L’intervista completa:

Cosa pensa della scelta di Enrico Letta di venire a Sochi per la cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi?
«Non giudico le persone, quindi non succederà neanche con il primo ministro italiano. E’ il rappresentante del governo, libero di esercitare le sue funzioni e di fare le sue scelte. Io, però, ne avrei fatte altre».
Quali?
«Fossi stata ancora ministra, non sarei andata ».
Perché?
«Vedo un problema di opportunità: disertano i Giochi di Putin tutti i paesi europei. Non vanno la Merkel, Hollande, Cameron. E neanche Obama, che a farsi rappresentare manda due sportive dichiaratamente omosessuali, la tennista Billie Jean King e Caitlin Cahow, giocatrice di hockey e attivista dei diritti gay. Quindi voglio aggiungere una cosa: da ministra non sarei mai andata ma fossi lesbica, allora sì che avrei partecipato. In questo caso, il motivo per andarci sarebbe sì politico».
E anche simbolico.
«Dicono no a Putin quei paesi che rispetto a noi sono molto più avanti nella difesa dei diritti civili e umani. Si tirano indietro dalla kermesse olimpica i governi che più hanno legiferato e dimostrato per garantire alla comunità gay le stesse opportunità di chiunque altro. Noi non solo non siamo stati in grado di fare niente da questo punto di vista, ma abbiamo perso anche questa opportunità: di dimostrare, almeno con la nostra assenza, di essere sulla stessa linea morale e culturale dei paesi più moderni».
L’Italia resta indietro.
«Da quando sono parlamentare e tocco con mano la nostra crisi, anzi le nostre crisi, ho pensato che almeno avremmo dovuto produrre il massimo sul tema dei diritti per dimostrare che ci teniamo a stare all’altezza delle più grandi democrazie. Il ministro della salute norvegese Bent Hoeie, dichiaratamente gay, ci va a Sochi per i Giochi paralimpici. Guiderà la delegazione ufficiale di Oslo insieme al marito, il pubblicitario Dag Tarje Solvang, col quale si è sposato regolarmente come la Norvegia consente dal 2009. Credo che solo chi è portatore di unmessaggio debba andare. Altrimenti, rimanga a casa. Io non ho mai criticato Letta e non lo farò adesso, ma ciò non toglie che dissento dalla sua scelta».
C’è da promuovere le Olimpiadi di Roma 2024.
«E’ un buon argomento, ci tengo anch’io ad avere i Giochi in Italia. Le Olimpiadi insieme a un lavoro capillare e diffuso, a partire dalle scuole, di educazione allo sport e alla salute, producono cultura, civiltà, lavoro. Ma ci sono mille altri luoghi per promuovere questa idea, per lanciare l’Italia nel futuro. Andare a Sochi non è una soluzione, anzi. Lo ripeto: abbiamo perso un’altra occasione».
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