La Cgil fa causa al Tg1 e perde. Paolo Bracalini, Giornale

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Gennaio 2015 13:52 | Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio 2015 13:52
Tg1

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ROMA – La Cgil ha perso una causa contro il Tg1 che in un servizio aveva raccontato le azioni legali di diversi lavoratori contro il sindacato. L’articolo di Paolo Bracalini sul Giornale:

«È un fatto storico realmente accaduto e di indubbia rilevanza per l’opinione pubblica che nei confronti della Cgil siano state proposte diverse cause di lavoro in cui vengono contestate diverse violazioni da parte di lavoratori». È un fatto, ed è di «indubbia rilevanza» che la Cgil sia oggetto di «diverse cause di lavoro». A scriverlo è un giudice, Filomena Albano del Tribunale di Roma, in una sentenza che dà torto alla Cgil e conferma un diritto che sembrerebbe ovvio ma invece tocca difendere in un’aula giudiziaria: quello di raccontare (in un servizio di Tg, in un articolo di giornale) che la Cgil è accusata di violazioni da parte di diversi lavoratori in tutta Italia, dal momento che diversi lavoratori, in tutta l’Italia, hanno fatto causa alla Cgil. Per il sindacato guidato da Susanna Camusso, invece no, quell’informazione non deve circolare perché non è una notizia ma una diffamazione, per cui ha citato in giudizio il Tg1, per un servizio del 2011 (titolo: «Lavoratori contro la Cgil») che avrebbe «leso l’onore, la reputazione e l’immagine della Cgil», la quale, denunciando l’allora direttore Augusto Minzolini e l’autore del servizio, Luigi Monfredi, ha chiesto un risarcimento «minimo» di 75mila euro, «oltre agli interessi legali e rivalutazione monetaria dalla data della domanda al saldo» (…)

Ma quell’informazione rispetta il criterio di veridicità? Eccome se lo rispetta, spiega la sentenza. Nel processo è stata dimostrata «l’esistenza di un numero di cause, pari ad almeno 13, in diverse regioni d’Italia». Ma sono o non sono «tante», termine che la Cgil considera falso e diffamatorio? Scrive ancora il giudice: «L’affermazione va contestualizzata con riferimento sia ai toni sensazionalistici tipici della attività giornalistica, sia al fatto che il numero di cause assume maggiormente rilievo se riferito proprio alla Cgil che quotidianamente combatte contro le varie forme di sfruttamento del lavoro» (…)