L’Aquila, tangenti per la ricostruzione passavano da un’agenzia di incontri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 luglio 2015 15:19 | Ultimo aggiornamento: 27 luglio 2015 15:19
L'Aquila, tangenti per la ricostruzione passavano da un'agenzia di incontri

L’Aquila, tangenti per la ricostruzione passavano da un’agenzia di incontri

L’AQUILA – Formalmente la ricevuta parlava di una consulenza per un’agenzia di incontri. Ma, secondo l’accusa degli inquirenti, in realtà si trattava di una tangente pagata da alcune ditte per ottenere gli appalti per la ricostruzione dell’Aquila terremotata. E’ quello che emerge dalle ultime carte dell’inchiesta che ha portato all’arresto di quattro imprenditori. L’agenzia matrimoniale citata nelle carte dell’inchiesta è della moglie di Pierluigi Tancredi, ex consigliere comunale di centrodestra che nel 2011 aveva la delega per la messa in sicurezza degli edifici del centro. Giuseppe Caporale, su Repubblica, riporta alcuni passaggi dell’inchiesta:

Dodicimila euro di consulenza per una società di incontri gestita dalla moglie di un ex consigliere comunale, Pierluigi Tancredi, nominato dal sindaco Massimo Cialente delegato per la messa in sicurezza dei fabbricati del centro storico. E lo stesso Tancredi aveva ottenuto dalle ditte coinvolte anche un contratto per “servizi” da 150 mila euro. Soldi che servivano, secondo gli inquirenti, per ottenere gli appalti in piena emergenza e puntellare i palazzi lesionati dal sisma, come la sede della Prefettura, divenuta poi immagine simbolo del terremoto. E le imprese a loro volta avrebbero fatturato a danno della casse pubbliche il 20 per cento di opere “inesistenti”, di materiale mai utilizzato.

C’è anche questo nelle carte che hanno portato oggi agli arresti da parte dei carabinieri del Noe di quattro imprenditori (Mauro Pellegrini, Giancarlo Di Persio, Andrea e Maurizio Polisini) e di Tancredi. L’ex consigliere comunale di centrodestra (già arrestato dal tribunale dell’Aquila un anno e mezzo fa per un’altra inchiesta per tangenti) in questi giorni di luglio – in base a quanto ricostruito dagli uomini dell’arma attraverso intercettazioni e pedinamenti – stava ricattando alcun imprenditori. Voleva farsi pagare il silenzio.