Libero: “Berlusconi si arrabbia: Renzi non può fare il Premier”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 6 novembre 2014 7:30 | Ultimo aggiornamento: 5 novembre 2014 14:37
Libero: "Berlusconi si arrabbia: Renzi non può fare il Premier"

Berlusconi (LaPresse)

ROMA – Non si aspettava un’uscita così forte. Silvio Berlusconi pensa che quella di Matteo Salvini sia stata “un’ingenuità”, il suo primo vero “errore politico”. L’opa lanciata dal segretario della Lega Nord sul centrodestra, la corsa in avanti verso la leadership affidata alle colonne di Libero, ha creato fastidio ad Arcore, dove il Cavaliere si stava occupando della pratica-Consulta e si arrabbiava per il “no” del Pd alla revisione della legge Severino.

Scrive Paolo Emilio Russo su Libero:

È vero che il leader del Carroccio gli è sempre piaciuto, è guascone e coraggioso proprio come lui, giovane come il candidato che sta cercando e pure milanista, ma di qui a consegnargli incondizionatamente la guida dello schieramento ce ne vuole. «La stragrande maggioranza degli elettori del centrodestra è composta di moderati ed è impensabile che il front man della coalizione sia un politico che ha scelto come modello il lepenismo», ha spiegato ai suoi. Il che non significa, ovviamente, che l’ex premier disistimi il lavoro che sta svolgendo l’altro «Matteo», che non abbia benedetto l’espansione della Lega a Sud, cosa che, peraltro, potrebbe consentire a un pezzo dell’apparato del Nuovo centrodestra di tornare all’opposizione.

L’eurodeputato va forte in tv, piace ad una fetta importante del suo elettorato, è stato studiato attraverso sondaggi e pareri chiesti alle (poche) persone di cui si fida, però, a suo dire «la Lega più di così non può fare e il populismo da solo non basta». Per il leader del Carroccio lui si immaginava piuttosto la guida del Comune di Milano o un ruolo da vicepremier, quello che lui stesso attribuì a Roberto Maroni all’epoca del suo primo governo. Di certo l’autocandidatura del leghista e il sospetto che questi potesse avere avuto il via libera alla sua operazione proprio dall’ex premier ha mandato in subbuglio Forza Italia. È per questa ragione che è stata costretta ad intervenire Deborah Bergamini, responsabile comunicazione del partito, che vanta un filo direttissimo col leader: «Se si vuole rilanciare il centrodestra c’è un pericolo che va evitato: il prevalere dei personalismi e delle ambizioni personali», ha dettato ieri mattina alle agenzie. Per la ricostruzione è impossibile prescindere dal ruolo del Cavaliere: «Quindi, avanti tutti insieme, ma con la consapevolezza che un conto sono i facili slogan lanciati dalla Lega, altro conto è la costruzione di una proposta di governo seria, alternativa e vincente rispetto a quella della sinistra», ha aggiunto, con toni insolitamente duri. «Piano, ragazzo», le ha fatto eco Il Mattinale, foglio del gruppo Fi a Montecitorio.

«Salvini ha una grande forza di comunicazione, una semplicità di linguaggio che spesso mette ko la sinistra salottiera, ma la sua pretesa di rifondare il centrodestra con un’identità a prevalenza leghista è scorretta». Medesima volontà di riaffermare il ruolo di Fi e del suo leader nelle parole di Paolo Romani e Mariastella Gelmini. Per quest’ultima «la leadership del campo moderato non è solo una questione di nomi, ma di programmi: il centrodestra non si alimenta delle paure e del malcontento, ma deve dare risposte serie». Per Annagrazia Calabria, leader dei giovani Fi, che sta selezionando nuovi volti da mandare in tv e ieri li ha portati ad Arcore, «nessuno può prescindere dalla leadership di Berlusconi». Un freno all’opa dell’eurodeputato lo mette anche il fondatore del Carroccio, Umberto Bossi. Il Senatur, che ieri si è presentato a Montecitorio con una sciarpa coi colori del Leone di San Marco, promuove l’allargamento a Sud della Lega, ma ridimensiona le ambizioni del suo successore: «Già io pensavo a una Lega dei popoli, ma non mi capirono», ricorda. «Oggi questo progetto può avere un futuro e Matteo può essere il leader di questo soggetto politico», ha aggiunto.

Contrarissimo all’autocandidatura del leghista è Corrado Passera, leader di Italia Unica, che ambisce pure lui a guidare i moderati: «Il centrodestra che disegna il leader della Lega farebbe fare all’Italia un balzo all’indietro; identificare Europa ed Euro come nemici è fuorviante», commenta l’ex banchiere comasco. Gelido anche il segretario Ncd, il ministro dell’Interno Angelino Alfano, spesso oggetto degli strali del segretario leghista: «Mollate Salvini al suo destino di reggimoccolo di Marine Le Pen». A sorpresa, però, il leader del Carroccio trova una qualche sponda dentro Fratelli d’Italia, partito che a sua volta si ispira al lepenismo: «Salvini è il leader politico più popolare dopo il premier, non si può non tenerne conto», ammette Viviana Beccalossi (…)