Londra, caccia al ladro: rubata rara ninfea, ricordo di Lady Diana

di redazione Blitz
Pubblicato il 19 gennaio 2014 9:18 | Ultimo aggiornamento: 19 gennaio 2014 9:18

ladydiana-primopianoLONDRA – Persino Scotland Yard si è mobilitata per rintracciare il ladro della ninfea più rara al mondo, un ricordo di Lady Diana. Il caso arriva da Londra, dove un anonimo ha rubato dai giardini reali di Richmond una rarissima ninfea, in questo caso un esemplare che vale migliaia di sterline ed è grande quanto una sterlina. Praticamente prezioso come un diamante.

Non solo: il fiore era all’interno di una serra inaugurata nel 1987 da Lady Diana, ed è quindi un ricordo della principessa più amata. Per gli inglesi, il furto è un vero sacrilegio, come racconta il Corriere della Sera:

Se portare via un vaso dal giardino di un privato è un furto quasi da punire col taglio della mano, l’Arsenio Lupin col pollice verde che è riuscito a farsi beffe della sorveglianza nel giardino botanico più famoso al mondo alle porte di Richmond e che ha portato via la Nymphae thermarum, vale a dire una sottospecie estinta di giglio d’acqua, rischia davvero grosso. Un po’ perché ha violato la serra che fu inaugurata il 28 luglio 1987 dalla principessa Diana in ricordo di Augusta, altra principessa e fra le fondatrici di Kew Garden.

E così facendo ha attentato al ricordo della più amata fra gli acquisiti di casa Windsor. E un po’ perché ha rubato un tesoro che vale quanto un diamante. Già. Non è un colpo da buontemponi o da sbruffoni quello avvenuto qualche giorno fa, ossia una spacconata di pessimo gusto ma di trascurabile valore. La pianta pigmea che i giardinieri e i botanici di Kew Garden curano con tanta attenzione è una rarità assoluta. Il giglio d’acqua più piccolo al mondo può essere grande quanto una sterlina, che ha il diametro di 22,5 millimetri (più o meno come un euro), però di sterline bisogna metterne assieme parecchie migliaia per aggiudicarselo. I conti sono presto fatti: pare che non esista più e che solo a Kew Garden e nel giardino di Bonn ne ve siano alcune «repliche» sottratte al declino.