Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: “Coniglio bianco in campo bianco”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Gennaio 2015 8:22 | Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio 2015 8:23
Marco Travaglio sul Fatto Quotidiano: "Coniglio bianco in campo bianco"

La prima pagina del Fatto Quotidiano di venerdì 30 gennaio

ROMA – “Coniglio bianco in campo bianco” è il titolo dell’editoriale a firma di Marco Travaglio sulle pagine del Fatto Quotidiano di venerdì 30 gennaio. “Siccome è una partita tra furbi che si credono l’uno più furbo dell’altro, nessuno può dire se la carta Mattarella sia un atto di guerra di Renzi contro B. per rompere il Nazareno, o una manfrina per consolidare il Patto ma con il coltello dalla parte del manico. Stando a quel che è accaduto ieri, si sa solo che Renzi ha detto: il Nazareno è vivo, ma comando io, quindi votiamo Mattarella al primo scrutinio. E B. ha risposto: no, comando anch’io, dunque al primo scrutinio Mattarella non lo voto, si va a sabato, e intanto vediamo cosa mi offri in cambio”.

I due compari erano d’accordo per un nome condiviso (da loro, s’intende) che non si chiamasse Prodi. A dicembre era Casini, a gennaio Amato. Poi, anche grazie a un giornale con un pizzico di memoria storica e alle reazioni dell’opinione pubblica, Renzi ha capito quanto sia impopolare Amato, e ha virato su Mattarella. Che, sì, lasciò il governo Andreotti contro la legge Mammì con gli altri ministri della sinistra Dc. Ma questa è preistoria. Da anni il buon Sergio s’è inabissato in un mutismo impenetrabile, ai confini dell’invisibilità, che non autorizza nessuno a considerarlo né amico né nemico del Nazareno. Quel che si sa è che, pur essendo un ex Dc, non appartiene al giglio magico renziano, ma è molto ben visto dall’ex re Giorgio e dalla sottostante lobby di Sabino Cassese, di cui fanno parte i rispettivi rampolli Giulio Napolitano e Bernardo Mattarella (capufficio legislativo della ministra Madia, ex fidanzata di Giulio). La solita parrocchietta di establishment romano.

Altro che rottamazione. Altro che il “nuovo Pertini” di “statura internazionale” promesso da Renzi. Brava persona, per carità, ma non proprio “simbolo della legalità” per comportamenti, frequentazioni e parentele. È l’ennesimo “coniglio bianco in campo bianco” (com’era chiamato anche Napolitano, prima che smentisse tutti sul Colle). Una figura talmente sbiadita che il premier sperava mettesse d’accordo tutti: renziani e antirenziani del Pd, ma anche B. che comunque allontana definitivamente lo spettro di Prodi. Diciamola tutta: se Renzi avesse voluto rompere il Patto del Nazareno, avrebbe candidato l’unico vero ammazza-Silvio del Pd, e cioè il Professore. Perciò sarebbe il caso che Imposimato – anche alla luce di quel che abbiamo scritto ieri e aggiungiamo oggi sulla sua carriera tutt’altro che lineare – venisse pregato dai 5Stelle di ritirarsi a vantaggio del secondo classificato alle Quirinarie. E che votassero Prodi anche Sel e la minoranza Pd, che ieri hanno incredibilmente abboccato all’amo di Renzi nella pia illusione che Mattarella segni la fine del Nazareno. A meno che B. non scelga spontaneamente il suicidio votandogli contro al quarto scrutinio di sabato, Mattarella non è affatto un candidato anti-B.. Non a caso Renzi, quando ha visto l’amico Silvio vacillare, ha consultato Confalonieri, che è subito sceso a Roma per convincere B. a restare in partita. Se alla fine, come in tutti questi anni, fra gli umori del partito e gli interessi dell’azienda, B. sceglierà i secondi e voterà Mattarella, potrà metterci il cappello e continuare a spadroneggiare e a fare affari(…)