Patrizia D’Addario diffamata da Panorama: risarcita con 55mila euro

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Luglio 2014 9:17 | Ultimo aggiornamento: 29 Luglio 2014 9:17
Patrizia D’Addario diffamata da Panorama: risarcita con 55mila euro

Patrizia D’Addario

ROMA – Nessun complotto. Anzi, le sue dichiarazioni furono tanto scomode che l’allora procuratore di Bari Laudati è sotto inchiesta per aver rallentato le indagini. Per questo Panorama dovrà risarcire Patrizia D’Addario con 55mila euro. Lo hanno deciso i giudici del tribunale civile di Milano che hanno condannato la Arnoldo Mondadori Editore e due giornalisti per tre articoli pubblicati nel febbraio del 2010 e ritenuti diffamatori nei confronti della D’Addario che ora dovrà essere risarcita con 55mila euro.

Scrive la Repubblica:

A presentare la denuncia era stata la donna (rappresentata dall’avvocato Fabio Campese) che si riteneva diffamata da tre articoli ‘Operazione D’, ‘Complotto in 3 mosse’, ‘I vizietti di Patrizia’, nel quale si faceva riferimento a un possibile «complotto » ai danni dell’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, con il quale la D’Addario aveva raccontato di aver passato la notte nelle feste organizzata da Gianpaolo Tarantini. Senza alcuna «prova», dicono oggi i giudici, veniva adombrata la possibilità che la D’Addario fosse stata in qualche modo pagata per quegli articoli. «Gli autori degli articoli si legge nella sentenza – intendevano accreditare la tesi che l’incontro tra la D’Addario e Berlusconi e l’emersione della vicenda sul piano mediatico nazionale ed internazionale non fossero frutto di una mera serie di coincidenze o di casualità», ma fosse il risultato di un complotto, di una manovra, organizzata da «personaggi eccellenti con ruoli diversi » che «attraverso l’ausilio di D’Addario, al tal fine prezzolata, avevano creato le occasioni per la realizzazione degli incontri mercenari al fine di montare un caso mediatico/giudiziario/politico contro l’ex capo del governo ».

Una tesi che però non ha alcun fondamento secondo i giudici di Milano e che ha provocato un ingiusto danno alla D’Addario. Sostengono infatti che l’esistenza del complotto non è dimostrata, così come quella delle indagini su una presunta «manovra politicogiudiziaria ». «Parti convenute fa notare il Tribunale di Milano non hanno allegato documentazione a riscontro della asserita sussistenza di una “inchiesta riservata” della procura di Bari, coordinata dall’ex procuratore capo Laudati, a carico di Patriza D’Addario per i reati di calunnia o altro in relazione ai fatti afferenti la persona dell’ex presidente del Consiglio Berlusconi». Ecco allora la conclusione a cui giungono i giudici: «Sulla base dei riscontri illustrati non può dirsi raggiunta la prova della sussistenza del “complotto” e delle conseguenti indagini giudiziarie, rappresentati come sussistenti e provati negli stampati in esame ed è, per contro, emersa la sussistenza di condotte di inquinamento e di intralcio proprio ai danni delle indagini svolte in cui si inserivano le dichiarazioni della D’Addario» (…)