Pd Liguria: Orlando contro Paita, fratelli coltelli…tra sconfitti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Giugno 2015 10:28 | Ultimo aggiornamento: 23 Giugno 2015 10:28
Orlando

Orlando (LaPresse)

ROMA – Scontro nel Pd ligure dopo la batosta alle urne che ha regalato la Regione a Giovanni Toti di Forza Italia. Da una parte l’ex assessora regionale Raffaella Paita, l’aspirante governatrice battuta dal centrodestra, una bersaniana poi convertitasi al renzismo; dall’altra il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, rappresentante di spicco dei Giovani turchi e indicato per settimane (senza mai smentite) come potenziale candidato del Pd alternativo alla Paita, ritenuta da alcuni troppo legata al presidente uscente Claudio Burlando.

Come riporta Raffaele Porrosini su Italia Oggi,

a fare da corollario a questo braccio di ferro, in un clima di resa dei conti, sono arrivate le dimissioni del segretario regionale Giovanni Lunardon e di quello genovese Alessandro Terrile, entrambi sostenitori di Sergio Cofferati alle contestatissime primarie di gennaio, salvo poi convergere sulla Paita alle elezioni vere e proprie senza però riuscire a evitare smottamenti nel partito (a partire da quelli dei ribelli che hanno optato per il voto disgiunto, assicurando la preferenza come candidato presidente al civatiano Luca Pastorino).

Teatro dello scontro finale sarà comunque l’assemblea regionale del Pd convocata per il 29 giugno alla presenza del vicesegretario nazionale Lorenzo Guerini, mandato da Matteo Renzi per (cercare di) mettere pace tra le correnti in guerra.

Nel frattempo, è la responsabile Enti locali del Pd Valentina Paris, a farsi vedere in questi giorni a Genova e dintorni per smentire ipotesi di commissariamento e provare a serrare i ranghi.

Qualche settimana fa è stata comunque la Paita ad aprire le danze dello scontro interno con Orlando, puntando il dito contro il ministro (che si era schierato con Cofferati), accusato di fare il renziano a Roma e il cuperliano a La Spezia. Il Guardasigilli ha atteso venerdì scorso la riunione genovese dei delegati regionali vicini a Lunardon per rispedire le critiche alla mittente. «Non si devono dimettere i due segretari. Questo è stato il fallimento del modello Liguria di Burlando che ha fatto acqua nel momento in cui si è inserito il centrodestra» ha tuonato Orlando (secondo quanto riportato dal Secolo XIX) attaccando indirettamente la Paita considerata figlioccia politica dell’ex governatore. «Sbaglia – ha aggiunto – chi vuole le dimissioni di Lunardon e Terrile perché ora si apre un inutile balletto dell’organigramma, mentre anziché delle poltrone dovremmo occuparci del partito e dei nostri problemi. Gli elettori ci hanno fatto capire che non li rappresentiamo; e il nostro compito è quello di capire quale è il nostro campo sociale di riferimento».

Orlando è poi intervenuto su Facebook, scrivendo che «nessuno può chiamarsi fuori dall’intreccio di responsabilità che ha portato a questo risultato», motivo per cui «considero questa sconfitta anche la mia sconfitta». Poi però ha precisato che «un’esperienza politica che ha retto per molti anni tutti i principali enti di una regione con successi e difficoltà non può essere ascritta soltanto a Tizio o Caio», per questo «va evitata ogni personalizzazione» (…)