Pensionati. Il peso elettorale aumenta, pagare le pensioni? Economia in salute

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Maggio 2015 7:26 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2015 14:31
Pensionati. Il peso elettorale aumenta, pagare le pensioni? Economia in salute

Pensionati

ROMA – Franco Abruzzo ha segnalato sul suo blog questo articolo pubblicato da Paolo Zucca sul Sole 24 Plus del 16 maggio 2015 col titolo “Quanto peserà la platea dei pensionati”. La citazione è meritata, perché l’articolo è equilibrato, realistico e sdrammatizzante.

Il tema [pensioni] dominerà i prossimi anni. Il peso politico dei pensionati sarà determinante. Se ora alcune scelte vengono tirate in lungo, in presenza di consultazioni locali e di possibili reazioni dell’elettorato, possiamo già immaginare quale sarà la sensibilità nell’Italia investita a pieno dallo squilibrio demografico.

Il venti per cento della popolazione ha più di 65 anni: il gran lavoro di decenni ha permesso la casa di proprietà, i risparmi consentono investimenti e l’aiuto ai figli. In virtù di un percorso lavorativo più lineare e trattamenti, in moltissimi casi, rafforzati dal sistema di calcolo retributivo.

Su oltre 14 milioni di pensioni previdenziali, 12,4 milioni sono calcolate con il sistema retributivo, quindi collegate alla retribuzione percepita in un arco di tempo, 403 mila con il sistema contributivo (sulla base del versato) e 1,2 milioni con il sistema misto.

L’allungamento delle attese di vita (nel 2013 la media delle donne era di 84,6 anni e quella dell’uomo sfiorava gli 80 anni), la previdenza complementare e le tante opzioni assicurative-sanitarie rafforzeranno la rilevanza (sociale, commerciale e politica) di una fascia crescente di italiani. Che, sempre come dato medio, non potranno più essere descritti solo come “i poveri pensionati”.

Le proiezioni fissano a oltre 61 milioni gli italiani residenti nel 2065 (stima Istat) con un’età media di poco meno di 50 anni rispetto ai 43 attuali. La previsione include l’inserimento di circa 12 milioni di nuovi italiani, frutto dell’attività migratoria.

Gli ultra65enni, vedremo a quella data quanti saranno già pensionati, dovrebbero rappresentare nel 2043 circa il 32% della popolazione. Un terzo degli italiani, ex lavoratori attentissimi che saranno in grado di informarsi tempestivamente con Internet, sapranno confrontare i trattamenti, le capacità di gestione e tanto altro. Sapranno far valere i propri diritti.

[…] L’invidiabile primato di longevità (dietro al Giappone e pochi altri) potrà essere gestito senza strappi, e senza eccessive penalizzazioni per le prossime generazioni, tanto più saranno chiare e definite le regole del gioco. Servirà un’economia in salute.