“Pensioni d’oro, la destra vuole salvarle”, Rosaria Amato su Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 29 Novembre 2013 13:34 | Ultimo aggiornamento: 29 Novembre 2013 13:39
pensioni d'oro

Pensioni d’oro

ROMA- Le pensioni d’oro e l’attacco contro la costituzione e la decenza portato dal Governo Letta/Alfano alle pensini più alte costituisce un brillante esempio di come la sinistra voglia scientemente regalare voti alla destra.

Migliaia di elettori che in passato hanno votato Pci, Ds e Pd ora sono sul piede di guerra e si apprestano a spostare i loro voti anche sull’odiato Berlusconi, se verrà da lì uno spiraglio che consenta la restituzione del maltolto.

Come scrive Rosaria Amato su Repubblica sotto il titolo “Pensioni d’oro, la destra vuole salvarle”

Non verrà ridiscussa punto per punto, ma sicuramente la legge di Stabilità alla Camera potrebbe subire modifiche consistenti su molti aspetti, dal cuneo fiscale alle misure sociali. A mettere le mani avanti sono stati in molti già ieri, a poche ore dal sì del Senato, a cominciare dai ministri e dagli esponenti del Nuovo centrodestra, che hanno contestato l’entità del taglio sulle “pensioni d’oro”(«a nostro giudizio è eccessivo, spero che alla Camera si possa rimediare», ha detto l’ex relatore alla manovra Antonio D’Alì). Più aspra la contestazione del capogruppo di FI-Pdl alla Camera, Renato Brunetta, che ha definito la norma una «vendetta contro i presunti ricchi», un esproprio condotto al fine «di dare soldi agli assistiti per professione». Diametralmente opposta la posizione dei deputati del Movimento 5 Stelle in Commissione Lavoro, che in una nota stigmatizzano «il ridicolo taglietto delle pensioni d’oro» (…)

Il ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ha annunciato «una riforma strutturale sulla tassazione per gli immobili agricoli che verrà trattata in sede di conversione della legge di Stabilità alla Camera », assicurando che potrebbe essere finanziata con 108 milioni di euro «reperiti attraverso tagli e risparmi» nel bilancio del suo stesso ministero. Sempre sul fronte governo, il ministro dello Sviluppo Economico Flavio Zanonato si dichiara «assolutamente contrario» all’emendamento alla legge di Stabilità sul «capacity payment per le centrali termoelettriche». Contrarissimo a questa norma, che taglia gli incentivi per le rinnovabili, distribuendo parte delle risorse alle centrali alimentate da fonti fossili e ferme per la crisi, anche il ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. La lista delle modifiche prospettate potrebbe essere molto lunga: si parla di un ampliamento delle norme sul sostegno e l’inclusione attiva delle persone in difficoltà economica, di modifiche alla Tobin tax e di una possibile “Google tax”, fino a tante misure di interesse più circoscritto. Gli emendamenti alla legge di Stabilità possono essere presentati entro il 5. Poi, dal 10, si entrerà nel vivo.