Riccardo III, lo scheletro fu ritrovato in un parcheggio. Sarà seppellito a Leicester

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Marzo 2015 11:03 | Ultimo aggiornamento: 25 Marzo 2015 11:03
Riccardo III, il volto del sovrano ricostruito in 3d

Riccardo III, il volto del sovrano ricostruito in 3d

ROMA – “Solo gli inglesi – scrive Eleonora Barbieri del Giornale – possono ritrovare uno scheletro in un parcheggio, condurre analisi per mesi sul Dna fino a coinvolgere diciassette generazioni di presunti discendenti, proclamare al mondo che si tratta di Riccardo III e, un annetto dopo, riseppellire con tutti gli onori del caso il vecchio re, l’ultimo dei Plantageneti, cinquecentotrenta anni dopo la sua morte”.

L’articolo di Eleonora Barbieri: E fare di tutto ciò non una immensa farsa bensì un evento per il quale Leicester ha attirato migliaia di persone da tutto il mondo (Australia e America comprese): soltanto domenica erano in trentacinquemila ad assistere alla processione della bara trainata da cavalli e scortata da cavalieri in armatura che ha sfilato dal luogo in cui fu ucciso, durante la battaglia di Bosworth del 1485 contro il futuro Enrico VII, il primo re della dinastia Tudor, fino alla cattedrale di Leicester, dove il feretro è esposto agli omaggi dei sudditi fino a domani, quando ci sarà il «funerale».
Più che altro una sepoltura dei suoi resti, del suo scheletro con quella «s», quella curva inconfondibile che era la sua leggendaria gobba, per i suoi detrattori da Tommaso Moro in poi una deformità fisica che era segno di quella morale e spirituale, simbolo della malvagità del più crudele dei re, l’uomo che Shakespeare ha reso sinonimo di ambizione mostruosa e azioni terribili (una su tutte, la mai provata uccisione dei giovani nipoti, i «principi nella Torre»), il villain menzognero e mistificante, il condottiero spietato, il machiavellico scalatore di troni (anche se il Principe è posteriore) a qualunque prezzo, a qualunque costo, anche del proprio stesso Regno però, quello che avrebbe ceduto per un cavallo durante la carneficina di Bosworth, quando il suo acerrimo rivale Tudor riuscì a sconfiggerlo e a fare scempio del suo corpo già martoriato dalla natura, infierendo con dieci colpi, otto dei quali alla testa (tutto rivelato dagli scienziati assoldati dalla Richard III Society) (…).