Roma, Arpa: “Arsenico, piombo e petrolio nel Rio Galeria vicino Malagrotta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 marzo 2014 13:30 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2014 13:30
Roma, Arpa: "Arsenico, piombo e petrolio nel Rio Galeria vicino Malagrotta"

Roma, Arpa: “Arsenico, piombo e petrolio nel Rio Galeria vicino Malagrotta” (Foto Ansa)

ROMA – Acque inquinate da arsenico, piombo, petrolio e nichel per il Rio Galeria dopo l’esondazione di febbraio nel deposito Ama di Malagrotta, dove si trovano anche rifiuti ospedalieri. L’Arpa Lazio ha denunciato che le acque del Rio Galeria sono state contaminate e che i veleni sono giunti fino a valle e rappresentano un pericolo per la salute. Pericolo che i cittadini lamentano da tempo, dato che il fiume scorre lungo Malagrotta, e per cui hanno chiesto una bonifica.

Erica Dellapasqua su Il Tempo scrive:

“Come si legge nella relazione si sono prelevati, in particolare, due campioni. Rispetto all’acqua dell’affluente del Rio Galeria, subito dopo «lo sbarramento assorbente posizionato dalla raffineria», si evidenziano «presenza di idrocarburi pesanti pari a 0.8 mg/L (milligrammo per litro, ndr), nonché la presenza di arsenico pari a 4µg/L (microgrammo per litro), piombo (2 µg/L) e solventi organici aromatici (4 µg/L)».

Si continua così con l’analisi dell’altro prelievo, sempre del Rio Galeria ma «a valle dell’immissione dell’affluente», dove «il valore della concentrazione degli idrocarburi leggeri e pesanti – scrive sempre l’Arpa Lazio – risulta inferiore al limite di rilevabilità, mentre risultano presenti arsenico (12 µg/L), nichel (2 µg/L), piombo (29 µg/L), zinco (40 µg/L) superiori ai valori riscontrati nell’altro campione» ad esclusione dei solventi organici aromatici (3 µg/L)”.

Ora la Procura di Roma ha aperto un’indagine sull’esondazione e sul “getto pericoloso di cose”, raccogliendo anche le testimonianze della popolazione preoccupata dalla contaminazione evidente anche a fronte della bonifica:

“Nonostante le aree in cui si sono verificati i fatti restino sotto sequestro, i sigilli sono stati rimossi proprio per avviare le operazioni di bonifica che, per quanto riguarda la raffineria, stanno continuando sotto la supervisione di Arpa. Ama, dal canto suo, già due giorni dopo l’emergenza aveva fatto sapere di aver «completamente ripulito lo stabilimento, tornato agibile», precisando che «all’interno dell’impianto i rifiuti ospedalieri vengono quotidianamente trattati seguendo tutte le prescrizioni di legge e rispettando le normative di sicurezza vigenti»”.

Ma per i residenti, spiega Il Tempo, la contaminazione non dipende solo dalla recente esondazione:

«Scorre attaccato a Malagrotta – (il Rio Galeria, ndr) – finalmente si inizia ad analizzare cosa c’è dentro ma noi aspettiamo ancora la bonifica».

Anche Cristina Maltese, sindaco del municipio in cui si trova Malagrotta, ha commentato:

“«Secondo il principio del “chi inquina ripara” la raffineria ha avviato le operazioni di bonifica. Le analisi fortunatamente non rilevano presenza di idrocarburi nella falda, come abbiamo temuto inizialmente, comunque resta in vigore l’ordinanza di divieto di approvvigionamento per il bestiame o l’irrigazione dei campi: questa alluvione ha messo ancora più in evidenza la fragilità del luogo nel suo complesso, è necessario avviare una riqualificazione»”.

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