Roma di Ignazio Marino: topi morti a piazza di Spagna, nel salotto solo abusivi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 agosto 2014 10:15 | Ultimo aggiornamento: 22 agosto 2014 10:15
Roma di Ignazio Marino: topi morti a piazza di Spagna, nel salotto solo abusivi

Una via di Roma

ROMA – “What is that?”. La signora scandisce le parole con l’inconfondibile accento inglese, lasciando trapelare un misto di sorpresa e disgusto allo stesso tempo. È comprensibile: stava per mettere il piede sopra una pantegana morta, a pochi metri da Trinità dei Monti, a metà della scalinata di San Sebastianello, la rampa monumentale (pendant della scala Mignanelli) che collega piazza di Spagna con la chiesa della SS. Trinità.

Giaceva lì, in evidente stato di decomposizione. Almeno da due giorni, forse. “Ma nessuno la toglie?”, chiede guardingo il marito della signora inglese, che nel frattempo allontana la consorte da quello spettacolo impietoso. Perché sta ancora lì, chiedono i turisti.

Racconta Laura Larcan sul Messaggero di Roma:

Gli agenti della polizia municipale (del servizio ciclisti di Roma Capitale) che ieri mattina presto sono accorsi a monitorare l’area e hanno allertato via radio subito gli uffici competenti, sono quasi imbarazzati nel dare la spiegazione. L’ufficio veterinario del canile comunale della Muratella non può attivare interventi per servizi esterni in questi giorni perché ridotto il personale. Il servizio veterinario comunale, invece, può intervenire solo per rimuovere carcasse di cani e gatti. Niente ratti. Neanche a pochi metri dal “salotto” più famoso di Roma. Le telefonate sono andate avanti per un bel po’. Per questo genere di roditori selvatici di grandi dimensioni, inquilino diffuso delle fogne capitoline (e, come dicono gli esperti, esemplare che può essere affetto anche da malattie trasmissibili all’uomo), dovrebbe intervenire allora la squadra della Asl. Ma pure quella è rimasta latitante, non s’è vista. Nonostante i vigili avessero provato ad avvisare il centro operativo di assistenza igienico-sanitaria, ore dopo la scala continuava a sfoggiare il suo spettacolo. Quindi, la carcassa di Trinità dei Monti è rimasta lì a lungo. Nel caldo sempre più soffocante, emanando odori sempre più acri. Per il disgusto dei passanti.

Una ragazza, infradito ai piedi, vestito estivo, buste dello shopping, saliva le scale con gli occhi sul display del cellulare. C’è mancato poco che ci finisse sopra. Un attimo prima se n’è accorta e ha lanciato un urlo. Solitario. Pensare che pochi gradini più giù, di fronte alla fontana di San Sebastianello, una famiglia di stranieri mangiava tranquillamente i propri panini seduti – bontà loro – sul selciato sporco. Ma il ratto morto, ieri, offriva solo l’ultimo contributo allo squallido scenario che riservano queste antiche scale monumentali nel cuore del centro storico. Il tanfo qui è spietato. Quello di un autentico orinatoio a cielo aperto. È chiaro che nelle ore di tregua dalla folla turistica, i gradini più appartati, protetti dai muraglioni, diventino rifugio selvaggio per le esigenze fisiologiche degli ambulanti della zona. Già, gli ambulanti extra-comunitari. In barba al ratto cadavere, San Sebastianello è il loro territorio. Lo controllano a vista. Lo presidiano quasi (…)

Ma non solo i topi. A Trinità dei Monti c’è il deposito illegale per i finti pittori. Le apette-magazzino dei venditori ambulanti parcheggiate da mesi e mai rimosse, nonostante le proteste dei residenti.

Lo spettacolo è impietoso, scrive il Messaggero. E il bello è che si trascina da mesi nonostante le denunce e le lamentele di residenti e negozianti. Una sfilza di ben tredici apette Piaggio, incasellate ad occupare abusivamente i parcheggi per i motorini lungo viale Trinità dei Monti. Nel sottobosco di un commercio ambulante ai margini della legalità non c’è verso che si risolva il caso di questi magazzini fissi (il termine “ambulante” è inappropriato), giorno e notte su suolo pubblico, dei pittori di strada che invadono il belvedere su piazza di Spagna, all’ombra dell’obelisco egizio e della chiesa della SS. Trinità. Si fa presto a dire, il “salotto” più famoso di Roma. Per Trinità dei Monti si potrebbe ricorrere anche all’epiteto di “parcheggio” più lussuoso.

«Sono fisse li, alcune di queste non hanno neppure il volante, ad occupare abusivamente i posteggi per i motorini sul viale Trinità dei Monti all’uscita della rampa di San Sebastianello», racconta la consigliera municipale Nathalie Naim. Sporchissime, le apette stazionano fisse giorno e notte tra la chiesa della SS. Trinità e Villa Medici. Qualcuna ha le ruote sgonfie. Appaiono in tutto il loro degrado come autentici magazzini privati. Stipati di “cose” che riempiono anche il posto del conducente. E in alcuni caso manca del tutto. La soluzione dovrebbe essere quella di togliere tutti i parcheggi dei motorini, in modo da liberare il viale da questi magazzini abusivi. Ma non solo. È qui che viene il bello, perché entra in scena il “famoso” camion bar abusivo all’ombra della SS. Trinità. Documenti alla mano, la determinazione dirigenziale del Dipartimento alle politiche del commercio di Roma Capitale, firmata nell’agosto del 2009, revoca la postazione sulla piazza Trinità dei Monti per spostarla sull’omonimo viale, lato marciapiede della rampa San Sebastianello. Coordinate che coincidono con i parcheggi dei motorini, occupati abusivamente dalle apette (…)