Roma, stadio di Caracalla in affitto a 52 euro l’anno

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Settembre 2015 8:21 | Ultimo aggiornamento: 16 Settembre 2015 8:21
Roma, stadio di Caracalla in affitto a 52 euro l'anno

Roma, stadio di Caracalla in affitto a 52 euro l’anno

ROMA – Un impianto di atletica leggera nel cuore di Roma. Uno dei più belli del mondo, se non altro per la location. Lo stadio di Carcalla. E’ di proprietà del Comune di Roma che giustamente lo affitta. Il problema è a quanto: 4 euro e 31 centesimi al mese. In totale 52 euro l’anno. Un mancato introito per le casse gestite da Ignazio Marino non proprio insignificante visto anche che il bilancio del Comune non è esattamente sorridente.

Come e perché sia possibile questo spreco (e non è l’unico) prova a spiegarlo per il Fatto Quotidiano Anna Morgantini. Con una beffa nella beffa: la concessione sarebbe anche scaduta ma nessuno, per ora, si è premurato di aggiornare il valore di affitto e indire una nuova gara.

Quanto paga per l’affitto, sul libero mercato di Roma, unnegozio in centro? «Non meno di 5 mila euro al mese». E quanto costa, invece, un intero impianto sportivo del comune, magari sotto i pini della Roma più antica? «Solo 4 euro e 31 centesimi». Tenetevi forte. Lo stadio di Caracalla (foto sopra), impianto di atletica di proprietà comunale che sorge in uno dei posti più belli del mondo, rende alle casse del Campidoglio la stratosferica somma di 51,76 euro l’anno. Meno di uncappuccino (senza cornetto!) alla settimana. «E altrettanto rendono gli stadi Rosi e Giannattasio, che il comune ha dato in concessione il 10 giugno 2013 allo stesso “cliente” di Caracalla, laFederazione italiana di atletica leggera». Parola di Daniele Frongia, M5S, presidente della Commissione per la riforma e la razionalizzazione della spesa di Roma Capitale, che finora ha censito sprechi per 1.001 milioni l’anno.

Ecco, ben 25 riguardano la singolare gestione degli impianti sportivi, di cui Caracalla è un perfetto esempio. Le cause? «Mancato aggiornamento delle concessioni, mancato adeguamento dei canoni di affitto, mancato controllo sugli investimenti realizzati dai concessionari» e, dulcis in fundo, «morosità di buona parte degli affittuari», spiega Frongia, che ha già segnalato al sindaco Ignazio Marino l’urgenza di aggiornare i canoni e programmare i nuovi affidamenti, visto che il41 per cento delle concessioni è scaduto o è in scadenza nel 2015. Risultati? «Nessuno. La concessione “temporanea” di Caracalla, scaduta nel 2014 e prorogata fino al 30 giugno 2015, èscaduta un’altra volta e all’orizzonte non si intravvede nessuna gara per trovare un successore alla Fidal. Come al solito, e in tutta fretta, all’ultimo momento si opterà per la proroga. Sempre a 51 euro e 76 centesimi l’anno».

Le cifre dello spreco inquietano. Ancora Morgantini:

In teoria, il patrimonio sportivo di Roma capitale è una ricchezza unica, con 160 impianti che vanno dalle piscine ai campi di bocce, dalle piste di atletica ai campi di calcetto, compresi pezzi pregiatissimi come l’ippodromo di Capannelle, la piscina Aquaniene, o, per l’appunto, lo stadio di Caracalla. Ma da anni la gestione pratica è un disastro, e il rapido avvicendamento di ben tre assessori allo Sport nella giunta di Ignazio Marino (Luca Pancalli, Paolo Masini e, da un mese, Giovanna Marinelli) nonché i repentini cambi dei dirigenti del relativo dipartimento (ben tre in un mese!) non ha finora permesso di metterci mano. Dice Frongia, allargando le braccia: «Se le casse comunali languono tanto da costringere il governo al terzo decreto “Salva Roma”, è anche perchè le varie giunte di centrodestra e di centrosinistra hanno gettato al vento decine di milioni di euro, agevolando più di una società opaca e più di un operatore furbetto».