Rassegna Stampa. Europa nel caos, i mercati affondano. Spread a 537

Pubblicato il 25 luglio 2012 10:06 | Ultimo aggiornamento: 25 luglio 2012 10:06
corriere_25_7_12

Il Corriere della Sera 25-7-12

Spread a quota 537. Spagna e Italia restano sotto attacco. Ancora giù le Borse: Piazza Affari chiude a meno 2,71. Il Corriere della Sera: “Spagna e Italia senza tregua.” Un’antica diversità. Editoriale di Ernesto Galli Della Loggia:

“Ripensare la costruzione europea, dunque. Oggi è chiaro, ad esempio, che alla sua origine vi fu un atto di temeraria cecità geopolitica. La conclusione della II Guerra mondiale e il sequestro da parte dell’Unione Sovietica dell’intera parte orientale del continente furono l’elemento decisivo che portò a considerare Italia, Francia, Germania e Benelux come realtà omogeneamente europee. In verità esse lo erano solo per un motivo: perché tutte erano allora gravitanti nella sfera d’influenza degli Stati Uniti, non per altro. Solo la riconosciuta egemonia americana da parte delle loro classi dirigenti dell’epoca conferiva insomma a quell’organismo un carattere occidentale.”

Interventi dettati da Bruxelles. Il prezzo dello scudo. Articolo di Danilo Taino:

“Chiedere l’attivazione di un programma di acquisto titoli — il cosiddetto scudo anti-spread — non comporta l’umiliazione politica di domandare un salvataggio perché da solo un Paese non ce la fa. E nemmeno l’imbarazzo non insignificante di vedere arrivare nei palazzi del governo la troika — gli inviati della Ue, del Fondo monetario internazionale e della Banca centrale europea (Bce) — a verificare che gli impegni presi in cambio degli aiuti siano rispettati. Ciò nonostante, l’intervento non sarebbe una beneficenza e la sua portata, anche politica, avrebbe peso. Le linee guida di intervento dell’Efsf stabiliscono che, una volta che il governo interessato ha chiesto l’acquisto di titoli, la Bce conduca un’analisi della situazione sui mercati e valuti i rischi che l’eurozona correrebbe se non si intervenisse.”

Sui conti siciliani piano vincolante di Palazzo Chigi. Nell’inchiesta a pagina 8 si legge:

“Duecentoquaranta milioni di fondi statali sbloccati per la sanità, annuncio delle dimissioni del governatore per il 31 luglio e definizione di un piano di rientro finanziario e di riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale «vincolante negli obiettivi e nei tempi». È questo il risultato dell’incontro tra il presidente del Consiglio Mario Monti e il presidente della Regione siciliana Raffaele Lombardo. Un incontro richiesto da quest’ultimo, ricorda una nota di Palazzo Chigi, a seguito di una lettera del premier in cui si esprimeva preoccupazione per la stabilità finanziaria della Regione.”

Presidenzialismo, lite in Senato. Ma si dialoga sulla legge elettorale. La nota politica di Paola Di Caro:

“Non è stata una sorpresa per Bersani e colleghi, che come promesso non hanno partecipato al voto in polemica con quella che ritengono una rottura dei patti su una riforma concordata che prevedeva il rafforzamento dei poteri del premier, ma il segretario del Pd si lamenta comunque a brutto muso per quello che considera «un diversivo senza costrutto». E però, nonostante la tensione, una cosa è certa: il voto sul presidenzialismo non entra in rotta di collisione con l’accordo, che pare ormai a un passo, sulla legge elettorale.”

“Elezione diretta, ora un percorso condiviso”. Sacconi: anche con il referendum lavoreremo sulle richieste della sinistra. L’intervista di Lorenzo Fuccaro:

“Proponiamo di individuare un percorso condiviso, anche referendario se necessario, e magari allargato ad altri temi istituzionali come la giustizia. Nell’ipotesi che questo processo costituente condiviso si compia, potremmo confermare Napolitano alla presidenza della Repubblica fino al giorno dell’elezione diretta del Presidente, offrendo ai mercati un importante segnale di continuità e insieme di volontà di rafforzare la nostra capacità istituzionale.”

I clan, lo Stato e l’estorsione Così si cercò un nuovo patto. “La trattativa per ristabilire un equilibrio con la mafia”. L’articolo di Giovanni Bianconi:

“Nella ricostruzione dei pubblici ministeri di Palermo, lo Stato fu vittima di un’estorsione. E di fronte al ricatto di altri morti, gli uomini delle istituzioni aprirono un negoziato con gli estorsori. Capita spesso, nelle terre di mafia. Quando si paga il pizzo chi subisce la richiesta e paga è parte lesa, ma chi fa da intermediario e diventa latore delle minacce (o addirittura sollecita le richieste dei taglieggiatori) viene considerato complice del racket. Allo stesso modo, gli esponenti del governo ricattato restano le potenziali vittime, mentre gli anelli intermedi della catena sono ritenuti corresponsabili insieme ai mafiosi. Che abbiano agito per la ragion di Stato, nell’inchiesta penale non conta; anche un reato commesso con le migliori intenzioni resta tale.”

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La Repubblica 25-7-12

La Repubblica: “Paura Europa, spread a 537.” Noi appesi come foglie d’autunno. L’analisi di Barbara Spinelli:

“Se gioca allo sfascio ci sta mettendo troppo tempo. Nessuno sa come intenda procedere la Banca centrale europea. Draghi ha detto a Le Monde che l’euro è irreversibile, che la Bce “è molto aperta e non ha tabù”. Ha detto perfino che “non siamo in recessione”. Ma venerdì scorso ha deciso che non accetterà più titoli di stato greci in garanzia, dando il via alle danze macabre attorno a Atene e votandola all’espulsione. Decisione singolare, perché qualche giorno prima Jörg Asmussen, socialdemocratico tedesco del direttorio Bce, aveva detto alla rivista Stern che bisogna “aver rispetto per gli sforzi greci”. Una contrazione di 5 punti di pil sarebbe tremenda per chiunque, Germania compresa.”

“Le nostre risorse non sono illimitate”. La Merkel “esorcizza” la bocciatura di Moody’s: prendiamo atto, nessun dramma. L’articolo del corrispondente da Berlino Andrea Tarquini:

“Così uno dei portavoce di Angela Merkel, Georg Streiter, ha commentato lo schiaffo alla Germania dell’agenzia di rating. Ma il day after è un risveglio amaro per la prima potenza europea, forse sul piano economico il più amaro nel dopoguerra. Con la decisione di degradare da stabile a negativo l’Outlook di economia e conti pubblici tedeschi, Moody’s ha colpito al cuore l’eurozona, e il senso di sicurezza di sé che la Repubblica federale si è costruita come valore identificante e costitutivo in sessant’anni di conti in ordine, produttività e welfare al meglio. “Il giudizio di Moody’s colpisce un Paese, la Germania, da cui stanno proveniendo gli aiuti agli altri paesi dell’eurozona”, ha aggiunto il portavoce.”

Spagna, governo sotto pressione la Catalogna sull’orlo del crac una mina per tutto il Paese. Il governo di Barcellona ha un debito di 42 miliardi. L’articolo dell’inviato a Madrid Omero Ciai:

“La Spagna non vuole crederci, e soprattutto non vuole crederci Mariano Rajoy, il leader del centrodestra che ha vinto trionfalmente le elezioni otto mesi fa, ma il momento della verità è arrivato: Madrid come Atene. Per gli economisti non ci sono più vie d’uscita e l’unica soluzione è quella di chiedere a Bruxelles e al Fondo monetario internazionale i soldi per il salvataggio senza i quali lo Stato fallirebbe entro le prossime due settimane.”

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Fondo salva-Stati con poche munizioni, il destino dell’euro nelle mani della sola Bce. Il dossier di Maurizio Ricci:

“E’ alla Bce, infatti, che sia in Europa che in America si guarda sempre di più, come l’unica istituzione in grado di intervenire rapidamente e con i mezzi necessari, mentre sempre più rapidamente svanisce ogni impatto positivo dell’ultimo summit europeo. Ancora una volta, infatti, i leader europei sono stati scavalcati dalla crisi. Hanno varato, anche con tempestività, il salvataggio delle banche spagnole, quando, però, la crisi aveva già investito lo Stato spagnolo. E hanno messo in piedi un Fondo Salva-Stati, che rischia di entrare in funzione quando non serve più. Se, a settembre, la Corte costituzionale tedesca darà il via libera al Fondo, i suoi 500 miliardi di euro di riserva rischiano di essere già stati inghiottiti dall’inevitabile salvataggio di Madrid.”

“Processate Stato e Mafia”. Il Fatto Quotidiano: “La Procura di Palermo chiede il rinvio a giudizio per sei uomini delle istituzioni e di Cosa Nostra per i patti del 1992-’94: “Per salvare i politici, sacrificarono Borsellino e tanti altri innocenti.”

Il grande sonno. L’editoriale di Marco Travaglio:

“Tre trattative, sei imputati per lo Stato e sei per Cosa Nostra: par condicio assoluta. È in questa tridimensionalità la chiave per capire l’impopolarità dell’indagine nelle alte sfere. Eugenio Scalfari, su Repubblica, ha additato il Fatto come organo di una “manipolazione eversiva” e “destabilizzante” contro il Quirinale in combutta con “Grillo, Di Pietro e i giornali berlusconiani”. Per la verità, i giornali berlusconiani non hanno scritto una riga contro l’attacco del Quirinale ai pm di Palermo, anzi li hanno fucilati anche loro, lamentando che il Colle non li avesse fermati prima: perché, se la prima e la seconda trattativa coinvolgono uomini del centrosinistra, la terza investe in pieno il corpo mistico del berlusconismo.”

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La Stampa 25-7-12

Lo spread torna a far paura. La Stampa: “Giallo sull’annuncio di Madrid di un appello all’Ue con Italia e Francia.” Ma i sacrifici non sono stati inutili. L’editoriale di Stefano Lepri:

“La crisi europea è il punto critico di un pianeta dove le forze traenti della crescita economica sembrano affievolite dappertutto. Può darsi che negli Stati Uniti esistano le risorse tecnologiche per un nuovo balzo, ma non si sbloccheranno prima che finisca l’attuale paralisi politica. La Cina non può conservare il suo ritmo mirabolante di aumento del prodotto lordo se non vuole riempirsi di nuove fabbriche che non sapranno a chi vendere, mentre deve elevare il benessere dei suoi cittadini.”

La sfiducia degli imprenditori decolla fra tasse e calo dell’export. Il dossier di Daniele Marini:

“I risultati di una ricerca nazionale sugli imprenditori in Italia (Fondazione Nord Est) ben testimoniano un sentiment marcato da forti aspetti negativi. Le prospettive dell’economia per i prossimi 6 mesi portano saldi pesantemente negativi, sia per quella regionale (-51,2), sia per quella nazionale (-61,6). Ma la novità problematica – in linea con le previsioni del Fmi – viene dalle previsioni su quella internazionale che, per la prima volta dall’inizio del 2000, ha un segno negativo (-33,5). Anche le imprese che hanno una proiezione sui mercati esteri non annusano nulla di buono per il futuro prossimo.”

Sale l’allarme spread, allerta della Bce. Il Sole 24 ore: “Ocse: Draghi torni a comprare – Appello alla Ue, è giallo: Madrid firma, Roma e Parigi smentiscono.”

“La deriva di Madrid fa paura ai mercati. Il differenziale BTp-Bund sale a 537 punti, ai livelli dell’insediamento di Monti, Bonos decennali al 7,53%. Piazza Affari cede il 2,76%, Madrid il 3,62%. L’Ocse: Draghi torni a comprare. Giallo su un ipotetico appello di Francia, Spagna e Italia alla Ue per attuare gli impegni presi dai leader europei. Madrid firma, gli altri smentiscono.”

Ora o nel 2013 prima del voto c’è l’agenda Ue. Il punto di Stefano Folli:

“Può darsi che la riforma elettorale, se e quando vedrà la luce, sarà abbastanza virtuosa da imporre una rivoluzione nei comportamenti politici. Ma bisogna essere realistici. È molto difficile che uno strumento tecnico, magari in chiave neo-proporzionale, possa provocare una svolta epocale. Qualcuno pensa che la grande coalizione emergerà dall’impossibilità di formare maggioranze diverse nelle nuove Camere: ma se così fosse, se la prospettiva fosse la paralisi, gli italiani vivrebbero un terribile azzardo. Sarebbe molto più logico e auspicabile che i partiti si riconoscessero fin d’ora nella cosiddetta «agenda Monti» come in un vincolo generale.”

Europa nel caos, i mercati affondano. Il Messaggero: “Spread a quota 537. Appello della Spagna ma Francia e Italia non firmano.”

“Al galoppo gli spread: il differenziale tra Btp e Bund è schizzato a 537 punti, ritornando allo stesso livello del 17 novembre del 2011 quando Monti si avvicendò a Berlusconi, quello tra Bonos spagnoli e Bund tedeschi ha toccato il massimo storico di 638 punti. A riaccendere la sfiducia degli investitori sono state prevalentemente le brutte notizie in arrivo dalla Spagna. Un appello lanciato da Madrid per una rapida applicazione dello scudo anti-spread non è stato sottoscritto da Francia e Italia. La Ue boccia la Grecia.”

Zeman che destro! La Gazzetta dello Sport: “La punta sceglie la Roma: “Sono felice”. Avrà la maglia numero 22 di Borriello. Operazione complessiva da 16 milioni. Il tecnico boemo: “Ci potrà aiutare”.”

Roma, ecco un Destro da k.o. Zeman ha battuto Juve e Inter Un’operazione da 16 milioni. L’articolo a firma di Matteo Brega e Alessandra Gozzini:

“Il sorpasso a sinistra non è riuscito, Destro è della Roma, società che per prima si era messa in carreggiata. Strada complicata quella che ha portato il centravanti in giallorosso, con ostacoli a ogni chilometro. La Roma è però arrivata al casello con l’obiettivo centrato: garantire a Zeman un giovane attaccante tutto-fare. Oggi Destro farà le visite mediche a Roma, dopo l’ok inviato via fax nel pomeriggio di ieri, al termine dell’incontro tra il d.s. Sabatini e i suoi agenti (Vigorelli-Contratto) all’hotel Visconti a Milano, durato quasi 4 ore (tra interruzioni varie). L’illuminazione è arrivata al buio, durante la notte tra lunedì e martedì quando anche gli ultimi dubbi della punta si sono sgretolati: scelta confermata ieri mattina e accesa dopo l’ultimo colloquio tra le parti.”

 

 

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