Alzheimer, nelle donne avanza più velocemente. Ma fino alla menopausa sono più protette

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2018 11:07 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2018 11:07

Alzheimer, nelle donne avanza più velocemente. Ma fino alla menopausa sono più protette

ROMA – L’Alzheimer, patologia neurodegenerativa di cui soffrono più di 50 milioni di persone nel mondo, avanza più in fretta nelle donne rispetto agli uomini. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Lo studio del Women’s Brain Project (Wbp) pubblicato su Nature ha fatto emergere questa differenza di genere nel decorso della malattia, ma non può stabilirne le cause, troppe sono ancora le incognite su un tipo di malattia ancora incurabile. Ma ci sono anche, per spiegare il ritardo conoscitivo, le zone d’ombra sui rilevamenti statistici e i metodi utilizzati.

Si sa, per esempio, che fino ai primi sintomi di insorgenza dell’Azheimer, sono gli uomini a esserne i più colpiti: le donne sarebbero più protette, ma solo fino a una certa età. Si ipotizza il vantaggio biologico della produzione di estrogeni quali sentinelle difensive del cervello, che però si esaurisce dopo la menopausa. A meno che, e questo è l’aspetto statistico suggerito dallo studio, non fossero fallaci i test che davano risultati migliori per le donne nelle diagnosi.

Ma ci sono anche aspetti psicologici che potrebbero influenzare la risposta biologica all’assalto della patologia. Depressione e insonnia sono dei fattori: si è registrato che queste forme patologiche sono più alte nelle persone che professionalmente si occupano di malati anziani, i “care giver”: questa categoria ne soffre di più e ciò potrebbe rappresentare uno scivolo biologico verso l’Alzheimer. E i “care giver” sono all’80% sono donne.