Usa. Gli antidolorifici tirano più della coca. I nuovi drogati con la ricetta

Pubblicato il 17 luglio 2012 10:53 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2012 10:53
antidolorifici

Usa: gli antidolorifici uccidono più di coca, ero e tutte le droghe illegali messe insieme

NEW YORK – Su 36 mila morti per overdose negli Stati Uniti nel 2008, oltre ventimila sono state causate da antidolorifici con prescrizione medica. Più di tutte le droghe illegali messe insieme. Ma la strategia antidroga americana, con la militarizzazione delle frontiere, i raid in Messico e e in Centro America degli squadroni della Dea, il fiume di denaro destinato ad armare ed equipaggiare un esercito della repressione,  fa acqua da tutte le parti. 25 miliardi di dollari ogni anno sono spesi per contrastare il traffico di droga ma invece di contenere lo strapotere dei cartelli della cocaina, l’unico effetto è stato quello di incrementare gli omicidi, i regolamenti di conti che finiscono in eccidi, i rapimenti, la corruzione. E’ la cronaca di un fallimento storico quella raccontata dai reporter Cave e Schmidt per il New York Times del 17 luglio.

Con l’aggravante che il bersaglio è semplicemente sbagliato: il consumo di cocaina negli Usa è sensibilmente calato in trent’anni, dai quasi sei milioni di metà anni ’80 sono diventati 2 milioni nel 2002 fino ad attestarsi al milione e mezzo del 2010. Anche l’so di metamfetamina è diminuito, mentre l’eroina resta abbastanza stabile nella sua nicchia di 239 mila assuntori del 2010 (poco più del 2008. La coca diminuisce per merito degli sforzi sostenuti, militari ed economici, replica qualcuno: ma è una falsa percezione, ma il fatto che i prezzi della coca al dettaglio son rimasti praticamente fermi dagli anni ’80 significa una sola cosa, diminuzione della domanda.

Percorso inverso alla crescente, capillare, indiscriminata domanda di farmaci antidolorifici: coca e ero sono diffuse soprattutto nelle grandi città, l’uso di “painkiller” è un contagio che non risparmia paesi, villaggi e zone rurali, quelle che chiameremmo l’America profonda. Il pericolo si è spostato dai vicoli bui di un qualche ghetto alle asettiche stanze delle farmacie, il pusher derelitto ha il volto rassicurante di un medico che non ha bisogno di essere compiacente. Le nuove droghe sono pulite, legali. Sicure, nel senso che non devi sbatterti nei bassifondi per ottenerle. Senza il rischio di incorrere in qualche controllo di polizia. Per le istituzioni un avversario più temibile di qualsiasi squadrone della morte. Un mercato mondiale, guidato da corporation “too big too fail”, troppo grandi per fallire, troppo grandi per circoscriverne la capacità pervasiva.