Covid, depressione e ansia ancora oggi in chi l’ha avuto nel 2021: lo studio sugli effetti a lungo termine

di Caterina Galloni
Pubblicato il 19 Giugno 2022 - 11:00 OLTRE 6 MESI FA
Covid, depressione e ansia ancora oggi in chi l'ha avuto nel 2021: lo studio sugli effetti a lungo termine

Covid, depressione e ansia ancora oggi in chi l’ha avuto nel 2021: lo studio sugli effetti a lungo termine (Foto archivio Ansa)

Chi nel corso del 2021 è rimasto contagiato dal Covid potrebbe essere ancora a rischio di soffrire di ansia e depressione.

Le persone costrette a letto per sette giorni con un’infezione più grave hanno maggiori probabilità di sviluppare depressione e ansia fino a 16 mesi dopo la guarigione.

E’ quanto emerge da un nuovo studio pubblicato sulla rivista Lancet Public Health in cui viene spiegato che i pazienti con forme gravi a distanza di lungo tempo soffrono di insonnia e ansia. 

Covid, chi l’ha avuto nel 2021 può ancora soffrire di ansia e depressione

La ricerca ha rilevato che nel tempo i sintomi si sono attenuati nel tempo e più a lungo un paziente è stato costretto a letto, più a lungo sono durati gli effetti sulla sua salute mentale.

Oltre 16 mesi dopo la malattia, i pazienti che erano stati costretti a letto per sette giorni o più, durante il periodo dello studio hanno continuato a soffrire di depressione maggiore e ansia rispetto alle persone non contagiate.

L’autrice dello studio, Unnur Anna Valdimarsdóttir, dell’Università dell’Islanda, afferma: “La nostra ricerca è tra le prime a esplorare i sintomi della salute mentale nella popolazione dopo una grave malattia di Covid-19, fino a 16 mesi dopo la diagnosi. I risultati indicano che gli effetti sulla salute mentale non sono uguali per tutti i pazienti Covid e che il tempo trascorso a letto è un fattore chiave nel determinare la gravità dell’impatto sulla salute mentale”.

Covid, meno ansia se lo si è fatto lieve rispetto a chi non l’ha avuto 

Lo studio ha inoltre scoperto che le persone a cui è stato diagnosticato una forma lieve di Covid hanno sperimentato meno sintomi di depressione e ansia rispetto a quelle a cui non è stato affatto diagnosticato il Covid.

I ricercatori ritengono che forse ciò sia dovuto alla preoccupazione di rimanere contagiati mentre chi è risultato positivo torna sollevato alla vita normale.  

I pazienti con una forma grave Covid-19 sperimentano spesso un’infiammazione che in precedenza è stata collegata a effetti cronici sulla salute mentale, in particolare la depressione.

Covid, ansia e depressione: il ruolo dell’infiammazione

Il coautore dello studio, Ingibjörg Magnúsdóttir, dell’Università dell’Islanda, ha aggiunto: “La maggiore incidenza di depressione e ansia tra i pazienti con Covid-19 che hanno trascorso sette giorni o più a letto potrebbe essere dovuta a una combinazione di preoccupazioni per gli effetti sulla salute a lungo termine. La presenza di sintomi fisici protratti del Covid che limitano il contatto sociale  possono sfociare in un senso di impotenza. Allo stesso modo, le risposte infiammatorie tra i pazienti con una diagnosi di forma grave possono contribuire a sintomi di salute mentale più persistenti. Al contrario, il fatto che le persone con una lieve infezione da Covid-19 possano tornare a una vita normale probabilmente contribuisce al minor rischio di effetti negativi sulla salute mentale”.

Durante la pandemia di Covid in aumento ansia, depressione e stress

Durante tutta la pandemia c’è stato un aumento di disturbi come ansia, disturbi depressivi, da stress e adattamento, che se non curati possono comportare ulteriori problemi di salute mentale. L’ansia, ad esempio, può determinare attacchi di panico.