Deborah Orr sul Guardian: “Dieci cose da non dire ai malati di cancro”

Pubblicato il 19 Aprile 2012 20:28 | Ultimo aggiornamento: 19 Aprile 2012 21:04

ROMA, 19 APR – ''Mi dispiace tanto per te'', ''Le tue paure sono infondate'', ''Come ci si sente a fare la chemioterapia?''. Sono tre delle frasi che un malato di cancro non vorrebbe mai sentirsi dire. A sostenerlo e' Deborah Orr, giornalista del britannico Guardian che dopo aver vissuto l'estate scorsa in prima persona il dramma della diagnosi di tumore, ha elaborato una sorta di decalogo delle frasi – spesso solo di circostanza – da evitare. Dieci frasi 'tabu'', pubblicate sull'edizione online del quotidiano.

''Quello che nessuno vi dice – spiega Deborah Orr nel suo articolo – e' che una malattia grave vi mette al centro di un vortice di attenzioni di famiglia e amici: una cosa bella. In realta' l'unica. Perche' vi ritroverete prima di tutto a dover gestire le emozioni di tutti coloro che vi sono accanto''.

La giornalista – facendo tesoro di cio' che e' capitato a lei – invita le persone care dei malati a non essere invadenti o irritanti, ma a provare ad essere l'amico che si vuole essere facendo attenzione a cio' che si dice.

In cima alla lista delle frasi peggiori c'e' il classico ''Mi dispiace cosi' tanto per te''. La frase piu' comune, ma anche quella che racchiude un sentimento di pieta' che i malati non vogliono. Anche ''Se qualcuno può battere questo male, sei tu'', non e' confortante. I malati – spiega la reporter inglese – non sono cavalieri medievali che vanno in battaglia. Sul podio delle frasi meno azzeccate anche ''Ti trovo bene'' o il suo esatto opposto ''Hai un aspetto orribile'': non si e' mai troppo malati per guardarsi in uno specchio e scoprirsi il viso gonfio, gli occhi rosso e il colorito spento. Nell'inusuale decalogo, trovano posto anche i poco rassicuranti ''Fammi sapere i risultati degli esami'' o il must ''Se c'e' qualcosa che posso fare…''. Se davvero si vuole essere d'aiuto, meglio optare per soluzioni concrete: ''Domani vado io a prendere i bambini a scuola'', ad esempio.

Mai dire, poi, ''Le tue preoccupazioni sono infondate'': soprattutto se queste preoccupazioni sono molto fondate. Quando le persone parlano delle loro paure e' perche' ne vogliono parlare, non perche' vogliono sentirsi dire di non aver paura.

Discutibile e' poi una certa curiosa morbosita': ''Come ci si sente con la chemio?''. Chiudono la speciale classifica delle frasi da non dire ''Ho davvero bisogno di vederti'' e ''Sono terribilmente sconvolto per la tua condizione''.