Integratori fasulli, in Usa 4 su 5. Scrivono ginseng, dentro c’è solo aglio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Febbraio 2015 14:34 | Ultimo aggiornamento: 4 Febbraio 2015 14:41
Integratori fasulli, in Usa 4 su 5. Scrivono ginseng, dentro c'è solo aglio

Integratori fasulli, in Usa 4 su 5. Scrivono ginseng, dentro c’è solo aglio

NEW YORK – Scrivono ginseng sull’etichetta, ma dentro ci sono solo aglio e farina di riso. Negli Stati uniti su 5 integratori venduti nelle farmacie ben 4 non contengono le erbe citate sull’etichetta. Anzi contengono altre erbe e ingredienti non dichiarati, come le arachidi o la soia, che potrebbero scatenare violente reazioni allergiche.

Per questo motivo lo stato di New York ha indagato quattro dei principali rivenditori di integratori accusandoli di truffa e vendita di prodotti potenzialmente pericolosi. Le autorità hanno dunque disposto il ritiro degli integratori a rischio da lunedì 2 febbraio. Silvia Turin, citando l’inchiesta del New York Times, scrive sul Corriere della Sera:

“Le autorità competenti hanno condotto una serie di test sui marchi più venduti di quattro grossi rivenditori nazionali (GNC, Target, Walgreens e Walmart), scoprendo che quattro prodotti su cinque non contenevano affatto le erbe menzionate in etichetta. Non solo, spesso all’interno del prodotto c’erano farine a basso costo (come la farina di riso), oppure asparagi o erbe aromatiche e in alcuni casi sostanze che potrebbero essere molto pericolose per chi soffre di allergie, come soia, arachidi o grano.

Ad esempio nel flacone di una popolare marca che vende pillole al ginseng c’erano solo aglio in polvere e riso. Un altro integratore a base di “ginkgo biloba”, una pianta cinese che dovrebbe potenziare la memoria, aveva dentro poco più che ravanello in polvere, erbe aromatiche e grano, nonostante l’etichettatura recitasse “senza glutine”: un grande rischio per le persone celiache”.

Le aziende si difendono, sostenendo che i problemi siano dovuti ad aziende minori, ma nel mirino delle indagini sono finite le grandi società:

“Una portavoce di GNC ha detto che la società avrebbe collaborato con il procuratore generale “in tutti i modi adeguati”, ma che si era sempre occupata della qualità e purezza degli ingredienti dei suoi integratori. La società ha aggiunto di aver testato tutti i suoi prodotti “utilizzando metodi di test convalidati e ampiamente utilizzati”. Un’altra azienda del settore, Target, non ha voluto commentare”.

La Turin spiega che non è la prima volta che gli integratori finiscono nel mirino delle autorità:

“nel 2013 un focolaio di epatite aveva colpito almeno 72 persone in 16 Stati e l’origine era stata rintracciata in un integratore contaminato. In quel caso per tre persone si era reso necessario un trapianto di fegato e una donna era morta.

Nel mese di dicembre un bambino in un ospedale del Connecticut è morto quando i medici gli hanno somministrato un integratore probiotico che poi si è scoperto essere stato contaminato con il lievito”.

Giuseppe Ruocco, Direttore generale del dipartimento di Igiene e Sicurezza degli Alimenti per il ministero della Salute, spiega che in Italia gli integratori sono regolati dalla normativa della Comunità europea del 2004:

“«Il Ministero ne valuta la conformità alla normativa vigente al fine di garantire la sicurezza dei prodotti e la corretta informazione ai consumatori». Le notifiche vanno a finire in un Registro che resta a disposizione dell’autorità per i controlli successivi. Il Ministero quindi per ogni nuovo prodotto verifica che l’etichetta contenga anche: il nome delle categorie di sostanze nutritive o delle altre sostanze che caratterizzano il prodotto; la dose raccomandata per l’assunzione giornaliera; l’effetto nutritivo o fisiologico attribuito al prodotto”.

Anche per le piante erboristiche esiste un registro, spiega Ruocco:

“«Ovvio che questo può non bastare a scongiurare le eventuali frodi, i controlli comunque vengono effettuati a campione e la procedura di notifica ha da sempre rappresentato un valido sistema per accertare l’idoneità della composizione e delle indicazioni degli integratori anche a livello europeo»”.