Trapianto di faccia, il primo in Italia. Chirurgo del Sant’Andrea: “E’ stato come un concerto”

di Veronica Nicosia
Pubblicato il 23 settembre 2018 15:56 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2018 12:21
Trapianto di faccia come concerto: le parole del chirurgo del Sant'Andrea

Trapianto di faccia, il primo in Italia. Chirurgo del Sant’Andrea: “E’ stato come un concerto” (Foto archivio Ansa)

ROMA – Il primo trapianto di faccia in Italia è stato eseguito dall’equipe medica di Fabio Santanelli di Pompeo, responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Plastica dell’ospedale Sant’Andrea di Roma. “E’ stato come un concerto”, ha detto il chirurgo, “nel quale bisogna coordinare una serie di artisti per sviluppare un’opera”. Un intervento durato ben 27 ore e di cui il chirurgo è stato il “direttore d’orchestra”.

Il fatto di essere stati gli apripista in Italia “non è importante”, ha detto ancora Santanelli. “Non abbiamo mai pensato al fatto di essere i primi, ma – rileva – solo alla possibilità e al piacere di aiutare un paziente. Ora abbiamo la speranza che questo intervento possa aprire la strada ad altri simili, abbiamo qualche persona già in lista d’attesa ma sono sicuro che con la diffusione della notizia più pazienti capiranno che possono fare l’intervento”.

Anche la durata dell’operazione, oltre 27 ore, non è un problema per il chirurgo. “Capita spesso di avere interventi molto lunghi in chirurgia plastica – sottolinea Santanelli – e io stesso ne ho fatti già alcuni in passato. Ci si aiuta con la caffeina, ma comunque l’adrenalina dell’intervento è già sufficiente a non far pensare al tempo che passa, è una cosa che si guarda solo alla fine”.

E’ in “buone condizioni cliniche” la donna che ha subito il primo trapianto di faccia in Italia, in un intervento durato 27 ore e che si è concluso alle 5,00 della mattina del 23 settembre, nell’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea di Roma. “La paziente è entrata in Terapia Intensiva intorno alle ore 6.00 di questa mattina in buone condizioni cliniche”, rileva l’ospedale in una nota. Tutti i controlli eseguiti finora “sono risultati nella norma”. Di conseguenza “si sta progressivamente sospendendo la sedazione per svegliarla”. La donna resterà in isolamento nel reparto di terapia intensiva per i prossimi giorni, in prognosi riservata.