Vaccino AstraZeneca, ricercatori hanno trovato la “formula vincente”: 2 somministrazioni a distanza di un mese

di Caterina Galloni
Pubblicato il 3 Gennaio 2021 8:00 | Ultimo aggiornamento: 28 Dicembre 2020 18:58
Sonia Acevedo, l'impossibilità di essere responsabili

Sonia Acevedo, l’impossibilità di essere responsabili (Foto d’archivio Ansa)

Per aumentare l’efficacia del vaccino di Oxford, il Ceo di AstraZeneca Pascal Soriot, afferma che l’azienda farmaceutica britannico-svedese, ha trovato la “formula vincente” di somministrazione.

Secondo Soriot, il metodo a due dosi può far arrivare il tasso di efficacia del vaccino vicino a quello dei due concorrenti Pfizer e Moderna.

Nel frattempo, il governo britannico ha già preordinato 100 milioni di dosi del vaccino sviluppato dai ricercatori dell’Oxford University.

Queste si aggiungeranno alle 40 milioni del vaccino Pfizer approvato e già in fase di somministrazione.

Rispetto al vaccino Pfizer-BioNTech, il vaccino di Astrozeneca, scrive il Daily Mail, è più economico e facile da conservare.

AstroZeneca e il problema delle due dosi

Ma è stato attaccato quando i test iniziali, dopo aver somministrato due dosi intere a un mese di distanza, hanno mostrato un’efficacia al 62%.

Una percentuale inferiore rispetto al 95% dei vaccini Pfizer e Moderna.

Tuttavia, l’efficacia del vaccino di Oxford è salita al 90% quando alle persone è stata somministrata mezza dose seguita un mese dopo da una dose intera.

Parlando al Sunday Times , Soriot ha elogiato i risultati:

“Pensiamo di aver trovato la formula vincente e come ottenere un’efficacia che, dopo due dosi, è all’altezza di tutti gli altri vaccini”.

La Medicines and Healthcare Regulatory Agency potrebbe autorizzare il vaccino sviluppato da Oxford e AstraZeneca già a Capodanno.

Boris Johnson ha spiegato che finora ci sono state 800mila vaccinazioni.

Fonti del governo affermano che tra 12 e 15 milioni di persone se contagiate rischiano il ricovero in ospedale o persino il decesso.

Una volta vaccinate – alcuni funzionari sperano entro la fine di febbraio – il Servizio Sanitario Nazionale non correrà più il rischio di finire sotto pressione (fonte: Daily Mail).