Vaccino Covid terza dose: ok Ema per immunodepressi a 28 giorni, dopo 6 mesi per over 18

di Daniela Lauria
Pubblicato il 4 Ottobre 2021 - 17:21 OLTRE 6 MESI FA
Vaccino Covid terza dose: ok Ema per immunodepressi a 28 giorni, dopo 6 mesi per over 18

Vaccino Covid terza dose: ok Ema per immunodepressi a 28 giorni, dopo 6 mesi per over 18 (Foto archivio Ansa)

Via libera dell’Ema, l’Agenzia europea del farmaco, alla terza dose di vaccino anti-Covid. Il richiamo andrebbe somministrato a 28 giorni per gli immunodepressi, dopo almeno 6 mesi per tutti gli altri.

Terza dose a immunodepressi

Il Comitato per i medicinali per uso umano (Chmp) dell’ente regolatorio Ue ha concluso che “una dose extra dei vaccini Comirnaty* (BioNTech/Pfizer) e Spikevax* (Moderna) può essere somministrata a persone con sistema immunitario gravemente indebolito, almeno 28 giorni dopo la seconda dose”. Si tratta in questo caso di una dose addizionale da intendersi come completamento del ciclo vaccinale primario.

Per gli immunodepressi, spiega una nota di Ema, “la raccomandazione arriva dopo che gli studi hanno dimostrato che una dose extra” dei vaccini a mRna Pfizer e Moderna “ha aumentato la capacità di produrre anticorpi contro il virus che causa Covid-19 nei pazienti sottoposti a trapianto d’organo con sistema immunitario indebolito. Sebbene non ci siano prove dirette che in questi pazienti la capacità di produrre anticorpi protegga contro Covid, si prevede che una dose extra possa aumentare l’effetto-scudo almeno in alcuni di loro”.

Vaccino Covid, richiamo dopo 6 mesi a over 18

Per quanto riguarda invece la dose booster, intesa come richiamo per le persone con un sistema immunitario normale, con l’obiettivo di potenziare la risposta contro Sars-CoV-2, il Chmp ha valutato per ora i dati di Comirnaty e concluso che “la dose booster può essere considerata dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose, per persone dai 18 anni in su”. Valutazione ancora in corso, invece, per il richiamo con Spikevax.

L’Ema continuerà a monitorare tutti i dati che emergono sull’efficacia della dose addizionale, assicura l’agenzia, precisando che le informazioni di prodotto di entrambi i vaccini verranno aggiornate per includere questa raccomandazione.

“A livello nazionale – ribadisce l’Ema – gli organismi di sanità pubblica possono emettere raccomandazioni ufficiali sulla somministrazione di dosi di richiamo, tenendo conto dei dati di efficacia emergenti e dei dati di sicurezza limitati”. L’agenzia ripete che “l’attuazione delle campagne di vaccinazione” anti-Covid “nell’Ue rimane prerogativa dei gruppi consultivi tecnici nazionali sull’immunizzazione (Nitag) che guidano i piani di immunizzazione in ogni Stato membro dell’Ue.

Questi organismi sono” infatti “nella posizione migliore per tenere conto delle condizioni locali, comprese la diffusione del virus (in particolare di qualsiasi variante di preoccupazione), la disponibilità di vaccini e le capacità dei sistemi sanitari nazionali. L’Ema continuerà a lavorare a stretto contatto con le autorità nazionali e il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) per valutare i dati disponibili e fornire raccomandazioni volte a proteggere la popolazione durante la pandemia in corso”.

Terza dose forse non necessaria per tutti

Secondo uno studio, intanto, la terza dose potrebbe non essere necessaria per tutti. Per il Laboratorio di Neuroimmunologia dell’ospedale Santa Lucia IRCCS di Roma, la seconda dose di vaccino anti-Covid produce non solo la risposta anticorpale ma crea anche la memoria immunologica capace di proteggere a lungo termine la persona.

Lo studio conferma la presenza di linfociti T della memoria per almeno 6 mesi dalla prima dose del vaccino, confermando lo sviluppo di una risposta cellulare che si mantiene nel tempo. Per i soggetti sani, dunque, rilevano i ricercatori, “la terza dose di vaccino potrebbe non essere necessaria”.