Mantello dell’invisibilità che fa sparire oggetti: ecco come

di redazione Blitz
Pubblicato il 18 Settembre 2015 12:21 | Ultimo aggiornamento: 18 Settembre 2015 12:22
Mantello dell'invisibilità che fa sparire oggetti: ecco come

Mantello dell’invisibilità che fa sparire oggetti: ecco come

BERKELEY – Il mantello dell’invisibilità non è più fantascienza grazie a una nuova prodigiosa pelle hi-tech. L’ha inventata un gruppo di ricercatori coordinato da Xiang Zhang, dell’Università della California a Berkeley, del Lawrence Berkeley National Laboratory e della Università saudita King Abdulaziz. che ha pubblicato i risultati sulla rivista Science. La pelle dell’invisibilità è sottilissima e fatta di un meta-materiale composto da minuscole antenne d’oro messe una accanto all’altra che respingono la luce. Ha lo spessore di appena 80 miliardesimi di metro (nanometri) e per la prima volta nella storia ha reso completamente invisibile un oggetto tridimensionale.

Per ora questo mantello di nuova generazione è piccolissimo e ha nascosto un oggetto della dimensione di appena due cellule, ma è il primo materiale di questo tipo a funzionare nella luce visibile, anziché nelle microonde. I ricercatori puntano adesso ad aumentarne le dimensioni. Per uno dei pionieri in questo campo, Andrea Alù, dell’Università di Austin, in Texas, ”è un grande risultato”.

Tutti i tentativi fatti finora per ottenere un mantello dell’invisibilità hanno limitazioni sostanziali che li rendono poco maneggevoli, incapaci di avvolgere un oggetto come un vero mantello oppure funzionano solo a determinate lunghezze d’onda. Alcuni sono fatti di campi magnetici, altri di lenti, altri di prismi che creano illusioni ottiche, altri di materiali speciali capaci di respingere la luce. Solo il gruppo del pioniere Andrea Alù finora era riuscito a realizzare un vero e proprio mantello sottile e flessibile in grado di nascondere gli oggetti alle microonde e che ha aperto la strada ad ulteriori sviluppi, come quello descritto su Science.    

Anche se sono appena all’inizio del loro sviluppo, questi materiali hanno già un futuro e si pensa a numerose applicazioni come ai display 3D ad altissima risoluzione e ad una nuova generazione di microscopi ottici più potenti di quelli attuali.

”I materiali convenzionali per esempio non riescono ad andare oltre un certo limite di ingrandimento” ha osservato Vito Mocella, dell’Istituto microelettronica e microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. ”I nuovi materiali dell’invisibilità in teoria  – ha aggiunto – riescono a superare i limiti attuali imposti dalle leggi della fisica ai materiali convenzionali”.